Progetto Swat, un Pakistan da scoprire

Mountain Wilderness International, con il sostegno del governo del Pakistan e dell’Agenzia italiana per la cooperazione, ha in programma di inviare nel 2022 nelle montagne dello Swat un gruppo di alpinisti per portare a termine il rilevamento di tutti i potenziali sentieri escursionistici, ma anche per scalare le principali vette lungo nuovi percorsi impegnativi. 

In precedenza, nel corso del 2021 con il patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano, toccò a un gruppo di undici appassionati italiani, accompagnati da alcuni alpinisti pakistani, raggiungere in Pakistan l’alta valle dello Swat per compiere un’ulteriore tappa del “Progetto Swat” avviato dall’associazione Mountain Wilderness International nel 2017. Il gruppo era guidato dal veterano Carlo Alberto Pinelli, insignito alcuni anni fa della prestigiosa onorificenza “Sitara i Imtiaz”. 

Il primo obiettivo è stata un’accurata ricognizione e descrizione di tutti i potenziali percorsi di trekking e alpinismo di queste affascinanti montagne, con l’obiettivo di pubblicare una guida alle attività outdoor in questa regione del Pakistan. L’obiettivo finale è utilizzare questa guida (in inglese e urdu) come leva per l’istituzione e l’implementazione di un parco nazionale di Swat Kohistan, comprendente una piccola porzione di Dir, Kandia e Chitral. 

Ad accogliere i trekker e gli alpinisti sono nello Swat paesaggi mozzafiato, sterminati boschi di abeti, cedri himalayani e betulle, piccoli laghi e ghiacciai cristallini, circondati da vette che, pur non essendo particolarmente elevate, almeno per gli standard asiatici, sono comunque imponenti. Per la sua relativa vicinanza ai maggiori centri urbani della pianura, questo gioiello naturale potrebbe essere rovinato per sempre se il crescente flusso di turisti non viene saggiamente controllato, incanalato e regolamentato. Un Parco nazionale sembra l’unica soluzione praticabile. 

Cinque diversi percorsi

Nella prima metà di settembre gli alpinisti di Mountain Wilderness, divisi in piccoli gruppi, esplorarono tre diversi itinerari, spesso affrontando sentieri e ghiacciai sconosciuti e attraversando passi che si avvicinano ai 5000 m di altitudine. 

Ma i mesi passano veloci. Per realizzare il progetto è ipotizzabile che la prossima presenza in Swat possa articolarsi lungo cinque diversi percorsi: 1) conclusione dell’esplorazione degli itinerari trekkistici ancora mancanti, sia all’interno dei confini dello Swat, sia combinando percorsi che toccano anche di sfuggita i distretti di Chitral, Dir, Gilgit; 2) organizzazione di due o tre spedizioni alpinistiche leggere, intenzionate ad aprire nuove vie anche tecnicamente impegnative, su roccia, ghiaccio e misto, per raggiungere le vette delle più affascinanti montagne dello Swat; 3) mettere in piedi almeno due “trekking più vetta” attraverso percorsi glaciali troppo complessi e sconosciuti per poter essere programmati dall’agenzia di viaggi pakistana: pochi e sperimentati portatori forniti di ramponi e ospitati in tenda, niente tenda mensa, niente cuoco al seguito, ecc; 4) organizzazione nel basso Swat di un corso riservato esclusivamente alle ragazze del posto e gestito solo da istruttrici femminili italiane per formare guide di mini trekking nelle valli laterali e attraverso le creste ai piedi delle quali si trovano alcuni dei più importanti ruderi di antichi monasteri buddhisti; 5) esplorazione alpinistica del grandioso scudo di granito di Diwangar e apertura di un primo numero di vie di arrampicata particolarmente impegnative, nella prospettiva di organizzarvi in futuro un meeting internazionale di climber.

Commenta la notizia.