Mountain Wilderness / Questi nostri Parchi dissanguati

E’ in distribuzione a conclusione di un’intensa annata il notiziario di Mountain Wilderness destinato ai soci e ai sostenitori dell’Associazione. La pubblicazione è quasi interamente dedicata alle Aree Protette con grande attenzione riservata al centenario dei Parchi del Gran Paradiso e di Abruzzo, Lazio e Molise. Un rilancio urgente delle Aree Protette è quanto auspica il direttore della pubblicazione Luigi Casanova nell’editoriale. “Oggi “, spiega Casanova, “siamo ancora inseriti in un percorso di emergenza. La gestione dei parchi naturali nazionali (sono 25) è stata delegata alla più deleteria lottizzazione politica, i parchi sono stati dissanguati di risorse economiche e di personale”.

Nel suo notiziario Mountain Wilderness torna a occuparsi delle Alpi Apuane e dell’irresponsabile, indiscriminata continua azione di ampliamento delle cave di marmo. Forte è anche l’impegno – in diverse zone dell’Alto Adige, del Trentino, del Ve­neto, del Friuli – in azioni di contrasto anche dal punto di vista legale per fermare evidenti scempi verso il paesaggio, la natura e pure gli aspetti che riguardano una poco lungimirante visione econo­mica. Una lettura, sia pure per per sommi capi, di questa pregevole pubblicazione rende l’idea di quanti problemi siano sul tavolo e dell’impegno profuuo dagli iscritti nel cercare opportune, certamente non facili soluzioni.

I prossimi passi 

“Siamo riusciti”, osserva il direttore Franco Tessadri, “a istituire dei nuovi gruppi locali, in Liguria come in Campania, grazie a persone attive sui territori, oltre ad aver ritrovato un potenziamento del gruppo Emiliano Romagnolo. In tutto questo non possiamo dimenticare che tutti gli altri gruppi na­zionali sono costantemente impegnati con persone di alto profilo e preparazione”.

Quali saranno i prossimi passi dell’associazione? Sicuramente il Consiglio nazionale intende favorire un’interazione più stretta con i responsabili regionali, agendo in sinergia anche attraverso l’attivazione di campagne nazionali che vedano gli attivisti presenti sui loro rispettivi ter­ritori.

La promozione del turismo

“Negli ultimi anni”, nota tuttavia Carlo Alberto Graziani, “è venuta meno la consapevolezza dell’importanza di una gestione del territorio scientificamente orientata, come dimostra l’eliminazione della componente scientifica nei consigli direttivi dei parchi nazionali. E’ emersa, anche con il consenso di una parte del mondo ambientalista, un’immagine dei parchi funzionale alla promozione del turismo, con la conseguenza di una impostazione superficiale e banale che tradisce i veri valori. 

Il centenario del Parco Gran Paradiso che si celebra nel 2022 è l’occasione per mettere a fuoco un regolamento che riguardi ogni aspetto di competenza dell’ente di gestione: urbanistica, attività agropastorali, concessione di permessi, ma soprattutto, le attività di fruizione. “Ad oggi di fatto”, osserva Toni Farina, “la frequentazione del parco è libera. Varcati i confini si può andare ovunque in ogni stagione e, motori a parte, con qualsiasi mezzo. Limitazioni sono poste per il sorvolo e l’accesso con i cani. Quella delle biciclette è infine una questione spinosa (non solo per il parco). 

“Di norma non si possono abbandonare i sentieri”. Così recita una voce nella bozza consegnata ai consiglieri, ma è evidente il significato anche dirompente di un simile limite, soprattutto perché a oggi non è chiaro quali siano i sentieri percorribili, anche considerato che la competenza in merito spetta ai comuni. E come la mettiamo con l’alpinismo? E con gli spit nelle pareti che, impatto ambientale a parte, di fatto si configurano come una violazione edilizia? 

La difesa delle Cime Bianche

Dopo che sullo stato dell’arte delle aree protette nel Lazio si è espressa Ines Millesimi, Carlo Alberto Pinelli racconta come solo questa estate abbia compreso fino in fondo l’enormità del disastro che incombe su alcuni luoghi della Valle d’Aota fino ad ora totalmente incontaminati. “Mi ha guidato in questo viaggio iniziatico”, racconta il verano Pinelli, Presidente onorario di Mountain Wilderness International, “Rosaria Frachey, una donna del posto che potrebbe essere considerata il “genius loci” del Vallone delle Cine Bianche. Rosaria fin dall’infanzia ha frequentato quei boschi di abeti, quegli improvvisi prati verdissimi che si aprono tra le pieghe delle rocce, quei ruscelli che a tratti si trasformano in vorticose cascate, quei promontori panoramici che ospitano le rovine dei vetusti insediamenti del Walser, quei labirinti di maestosi macigni, testimonianza di antiche frane, quelle estese paludi di quota che durante la stagione propizia si coprono di fiori”. 

“Se tutto questo dovesse essere stritolato dalla spietata logica mercantilistica dello sci”, osserva Pinelli, “Rosaria probabilmente ne morirebbe. Suo padre era una guida alpina molto nota. Durante le persecuzioni razziali portò in salvo in Svizzera tanti ebrei in fuga, proprio percorrendo il sentiero che raggiunge il valico delle Cime Bianche. In fondo non sarebbe una cattiva idea consacrare l’intero Vallone come monumento intoccabile, a perenne ricordo dell’abominio che condusse alla Shoah. Un frammento naturale intatto, da aggiungere all’elenco dei “Giusti tra le nazioni”. Oggi risalire le balze su cui troneggiano le due Cime Bianche equivale a compiere un cammino a ritroso nel tempo per affacciarsi sullo spirito della Valle d’Aosta, così come si offriva all’esperienza dei primi suoi frequentatori”.

Il progetto Swat

Vengono messe a fuoco nel notiziario le varie fasi del “Progetto Swat” che in questi anni sta impegnando le energie e le risorse dell’ufficio asiatico (Asian Desk) di Mountain Wilderness International. Nel 2021 – dalla fine di agosto a metà settembre – l’Asian Desk è riuscito a riprendere l’esplorazione dei possibili itinerari di trekking di quelle montagne, superando diffidenze, esitazioni, consigli negativi provenienti da ogni parte e dovuti sia alla variante Delta del Covid, sia al dramma del vicino Afghanistan.

Una piccola squadra di coraggiosi e valenti alpinisti è riuscita a portare a termine due percorsi del tutto sconosciuti, di grande bellezza e di notevole difficoltà. Un terzo percorso è stato esplorato solo in parte. In conclusione, nuovi e importanti tasselli si sono aggiunti al progetto della pubblicazione della guida cartacea e alla successiva proposta di istituire nell’alto Swat un Parco Nazionale. 

Stop ai luna park

A Giancarlo Gazzola, vice presidente di Mountain Wilderness Italia, è affidato un approfondimento sugli attentati al paesaggio compiuti in vista delle Olimpiadi invernali 2026 a Cortina. “E’ triste constatare”, scrive Gazzola, “come ingenti somme di denaro pub­blico vengano stanziate per questi eventi sportivi in­vece di essere usati per sistema il territorio montano minacciato dal dissesto idrogeologico. Questi eventi porteranno nuove infrastrutture stradali, parcheggi, taglio boschivo dopo quello già gravemente intaccato per i Mondiali di sci del 2021. Stiamo distruggendo il Paesaggio, l’habitat naturale di molte specie animali e vegetali che hanno diritto di vivere e crescere accanto a noi”.

A Nicola Pech, responsabile della comunicazione e dell’attivissimo sito di MW tocca infine il compito di mettere a fuoco la battaglia di MW contro il proliferare di ferrate ludico turisti­che, una battaglia che risale agli albori dell’Associazione. “Consapevoli che ci sono ben altri problemi ma ugualmente consapevoli che il benaltrismo è uno dei mali del nostro Paese”, osserva Pech, “vogliamo ribadire con forza che la montagna non è un luna park e che le nuove ferrate, sempre più ardite e sempre più invadenti, pon­gono problemi scottanti sia in merito all’impatto ambientale sia in merito alla responsabilità giuridica degli amministratori pubblici dei luoghi su cui le ferrate insistono”. 

Ultimissime da MW

Con l’ultimo numero della newsletter del 2021 Mountain Wilderness dà conto di alcuni aggiornamenti sulle notizie legate al mondo della montagna, e naturalmente ne approfitta anche per fare gli auguri a soci e simpatizzanti. Dalla newsletter, distribuita il 23 dicembre 2021, sono tratti gli scritti qui sotto riportati.
• La categoria degli avvocati continua a prosperare anche a spese delle associazioni ambientaliste. “Come MW”, si legge nella newsletter del 23 dicembre, “siamo impegnati nei tribunali per cause relative all’attività delle cave sulle Alpi Apuane, ai nuovi impianti al Corno alle Scale e a quelli progettati per collegare il Comelico con l’Alto Adige, alla realizzazione di un nuovo insediamento turistico nei pressi del lago di Carezza; abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale dovuto allo spreco di denaro pubblico per i progetti in corso al Terminillo, e scriviamo lettere a ministri e presidenti vari per evidenziare le storture di un sistema al quale pare che la pandemia in corso non abbia insegnato proprio nulla, ma anzi per recuperare il tempo perduto accelera e lascia macerie in eredità alle prossime generazioni”.
• MW ha contribuito a bloccare una nuova derivazione idroelettrica sull’Appennino parmense e la ditta proponente ha ritirato il progetto dopo le osservazioni negative delle associazioni e dei comitati locali. 
• La Società degli Alpinisti Tridentini (SAT), la più vasta sezione nazionale del CAI che opera in provincia di Trento, ha finalmente preso una concreta posizione contro la proliferazione delle vie ferrate e dei sentieri attrezzati in montagna. 
• Infine un segnale positivo dal mondo giovanile: in occasione della gGornata internazionale della montagna, 11 dicembre, i giovani dell’Europa sostengono la promozione di una Dichiarazione dei Diritti delle Montagne presso il Parlamento Europeo. 
• Sempre in occasione della Giornata internazionale della montagna. MW Italia ha prodotto un breve video che potete vedere su youtube.
dalla Newsletter di Mountain Wilderness, 23 dicembre 2021

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