Il film sull’abisso conquista nuove platee

Si può dire che “Il buco” di Michelangelo Frammartino sull’impresa compiuta nel 1961 da un gruppo di speleologi calatisi per primi in Calabria nell’Abisso del Bifurto, abbia riempito un vuoto vincendo il Premio speciale della Giuria alla recente Mostra del Cinema. Da tempo si avvertiva nelle grandi assise cinematografiche e letterarie l’assenza di opere importanti legate a ricerche speleologiche e avventure di vario tipo del passato o del presente. A parte le rassegne specializzate tipo TrentoFilmfestival che sui grandi media passano pressoché inosservate, occorre risalire al 2019 per trovare un Oscar assegnato per il miglior documentario al film “Free Solo” diretto da Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi e interpretato dal fenomenale americano Alex Honnold. 

“Il buco” continua per fortuna a mietere successi nei normali circuiti. Su iniziativa della sezione Club Alpino Italiano Sezione di Cuneo e del Gruppo Speleologico Alpi Marittime, viene infatti proiettato mercoledì 15 e giovedì 16 dicembre alle ore 21 al Cinema Lanteri (ingresso 6 euro) di Cuneo. In sala sarà presente Jacopo Elia, uno degli speleo attori protagonisti, che introdurrà il pubblico alla visione, raccomandata non solo ai frequentatori del mondo sotterraneo ma anche a tutti coloro che apprezzano il cinema d’autore. Il lungometraggio ricostruisce l’esplorazione del Bifurto, un abisso nel Massiccio del Pollino al confine tra Calabria e Basilicata, da parte di un gruppo di speleologi piemontesi, tra i quali alcuni cuneesi. Partiti in treno da Torino con al seguito tutto il materiale da grotta, nell’estate del 1961 si addentrarono in quella che si rivelò essere, all’epoca, una delle cavità più profonde del continente europeo.

Sempre Jacopo, insieme con suo padre Ezio, a sua volta membro del GSAM, a proposito della vicenda ha firmato un ampio servizio per il numero 106 della rivista Alpidoc, che sarà spedita ai soci CAI della provincia di Cuneo e distribuita in edicola.

La troupe sul red carpet di Venezia (Jacopo Elia, il primo a destra, è accucciato accanto al regista
Michelangelo Frammartino). In apertura l’operatore Luca Massa
(premiato a Venezia con la Pellicola d’oro) e il fonico Paolo Benvenuti (foto Matteo Gaetani).

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