E voi come immaginate la montagna del futuro?

Si moltiplicano incontri, rassegne e libri dedicati al futuro, segni tangibili delle inquietudini per non dire delle paure che il mondo sta vivendo. Sul futuro della montagna con la fragilità dei suoi ecosistemi si esprimono sabato 11 dicembre, Giornata delle Montagne, qualificati studiosi nell’incontro “La montagna del futuro” organizzato a Belluno dall’attivissima Fondazione Angelini. Sul tappeto i temi riguardano l’evoluzione economica del settore agricolo-forestale, il paesaggio e il turismo, l’uso dei boschi mentre una serie di percorsi partecipativi si svilupperanno sulle proposte per il futuro. 

Particolare importante. Di futuro si è parlato dal 18 al 21 novembre 2021 presso Veronafiere. Oltre 100 esperti in più di 15 tra tavole rotonde e keynote speech si sono infatti alternati sul palco del Festival del Futuro per una tre giorni dedicata ad analizzare i grandi temi che caratterizzeranno il nostro avvenire. La riscoperta del futuro è stato anche il tema dell’ottavo festival di Limes, rivista italiana di geopolitica che come ogni anno si tiene al Palazzo Ducale di Genova dove questa volta esperti italiani e stranieri si sono esercitati dal 19 al 21 novembre a immaginare il mondo e l’Italia tra una generazione. 

Poiché un ciclo di 30 anni è il periodo classico per calcolare la media delle variazioni climatiche (secondo la definizione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale) merita un cenno anche un progetto del portale “Fatti di Montagna” che sabato 11 dicembre lancia in rete un’iniziativa indubbiamente originale: come si celebrerà il Capodanno 2052 in una località di villeggiatura alpina? 

La ricorrenza del 2052 viene immaginata incrociando diversi punti di vista e attingendo a varie fonti. Predire il futuro significa in effetti progettare e sono invitati a inserirsi nel progetto i lettori “fatti di montagna” dotati d’immaginazione. Ai quali si propone di fornire scritti e immagini relative allo scenario alpino fra trent’anni. Con l’augurio che i giovani d’oggi e i loro eredi possano viverlo nel modo più sostenibile. In “Fatti di montagna” dall’11 dicembre i particolari dell’iniziativa. 

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