South Working contro lo spopolamento

Il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “Riabitare la montagna” pronunciato in occasione della Giornata della Montagna e integralmente pubblicato in MountCity, induce a qualche considerazione su un argomento complesso, da tempo aperto a una miriade di ipotesi e soluzioni. Fuggire dalle città? La montagna secondo il climatologo Luca Mercalli è una delle vie da percorrere per sottrarsi al riscaldamento globale che minaccia le città. Mercalli lo racconta in un libro diventato un best seller (“Salire in montagna”, Einaudi). Per ottenere lo scopo, precisa , occorrono tecnologie sostenibili ed efficienza energetica. Si tratta ad avviso di Mercalli della riscossa del territorio “minore”.

Non sembra però che l’immagine del territorio “minore” esca in modo soddisfacente dalle pagine del settimanale L’Espresso del 28 novembre 2021. Al contrario. Eloquente è il titolo del servizio, “Nelle terre desolate”. La penna è quella collaudata di Franco Arminio. Poeta, scrittore e regista, lui si definisce “paesologo”. 

Franco Arminio

Non è dunque nuovo Arminio a questi temi. Anzi sono più di vent’anni che ne scrive e se ne occupa. E’ da un buon pulpito quindi che arriva sull’Espresso la sua predica a proposito della “falsa narrazione del buon vivere, della diserzione della politica e quella degli intellettuali”. Dal canto suo, già nel 2019 nelle pagine di “Internazionale” Arminio spiegò tuttavia che “non ha mai creduto alla morte dei paesi, i paesi si trasformano. Soprattutto, non bisogna pensare al paese come città mancata”. 

Va ricordato che contro lo spopolamento nelle Alpi e negli Appennini l’extrema ratio per certi piccoli Comuni è stata finora quella di mettere in vendita case ormai fatiscenti a prezzi stracciati. Un euro è quanto chiede o chiedeva Oyace (Aosta), paese di 200 abitanti. Case in vendita a un euro sono state offerte qualche tempo fa anche a Borgomezzavalle, comune della valle Antrona, una laterale dell’Ossola. Molte case in effetti in questo paese cadono a pezzi e la fuga degli abitanti pare inarrestabile. Nel 1971 erano 714, ora sono poco più di 300. 

Lo spopolamento o il mancato ripopolamento minaccia da tempo anche Carrega Ligure in Alta Val Borbera in provincia di Alessandria. Una decina d’anni fa il progetto “Case a 1 euro” avrebbe dovuto arrestare questo degrado permettendo ai sottoscrittori di ristrutturare le case nel rispetto dell’architettura originale. Non se ne fece niente, ma oggi il sindaco Marco Guerrini, architetto, non demorde. “Venite ad abitare quassù: poche tasse e un ambiente unico”, è il suo slogan per attirare nuovi residenti. 

Sulla desolazione delle aree interne si esprime il “paesologo” Franco Arminio sull’Espresso del 28 novembre 2021.

Sempre nelle pagine dell’Espresso, in questo caso del 5 dicembre, si apre una visione positiva delle strategie anti spopolamento. “Al mare o montagna benvenuti al Sud, dove è l’ora del South Working” s’intitola ottimisticamente l’articolo dell articolo di Alan David Scifo. Il fatto piuttosto sorprendente è che “dalla Basilicata alla Sicilia, sull’onda della pandemia si moltiplicano i Comuni che incentivano chi si trasferisce e lavora da remoto. “Banda ultra larga, affitti scontati, buoni acquisto. E i borghi si ripopolano”, si legge.

Non tutte le terre in cerca di nuovi abitanti soffrono dunque della desolazione raccontata da Arminio. In Sicilia e Calabria hanno inventato il South Working, un modo di lavorare beatamente tra mare e montagna. E poi con la banda larga, spiegano a Calvello, un borgo arroccato nel Potentino, Milano non è così lontana. La strategia adottata? “Per prima cosa abbiamo installato la banda ultralarga in tutto il paese”, dice la sindaca Maria Anna Falvella.

Diversi comuni mettono a disposizione gli spazi per far lavorare le persone arrivate dalle città. Riduzioni e agevolazioni sono previste per i south worker che scelgono di lavorare con vista sul mare. “La politica però ci deve aiutare” dicono all’unisono i sindaci. Ed è quello che sostiene anche Mattarella.

Le proposte di Boeri e il discorso di Mattarella

Tanto per cambiare, niente di nuovo sotto il sole. Stefano Boeri, architetto, professore ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano, in un’intervista al quotidiano La Repubblica di martedì 21 aprile 2020 (“Via dalle città. Nei vecchi borghi c’è il nostro futuro”) auspicava un grande progetto nazionale per l’adozione da parte di 14 aree metropolitane di 5800 centri sotto i 5mila abitanti e dei 2300 in stato di abbandono.

“Nei borghi c’è il nostro futuro è una frase, insieme con altre che un po’ mi ha sorpreso positivamente”, è stata la replica di Marco Bussone Presidente nazionale dell’Uncem (Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani), “perché pronunciata da un Architetto e Docente universitario che negli anni si è prettamente occupato di aree urbane, da ripensare, nella logica del risparmio del consumo di suolo, dell’efficienza energetica, di una rifunzionalizzazione degli spazi, di economie circolari che sappiano dare risposte alla crisi climatica. Come ha fatto sgranare gli occhi a me – Presidente di un’Associazione nazionale che riunisce 3.850 Comuni montani per oltre la metà della superficie dell’Italia, 10 milioni di abitanti – sono molti gli Amici con i quali oggi ci siamo scambiati idee, proposte, suggestioni dopo aver letto l’intervista…” 

“Sono temi per noi fondamentali sin dal 1952, anno di fondazione di Uncem”, ha aggiunto Bussone. “Non noi certo, ma chi ci ha preceduto alla guida dei Comuni montani e della stessa loro Associazione. Un confronto costante, giorno e notte quasi, per definire percorsi politici, istituzionali, economici, sociali, capaci di essere antidoto all’abbandono, con i Sindaci che hanno sempre provato a dar risposte, lottato consumandosi nel non essere inermi contro lo spopolamento, l’abbandono, l’allontanamento dei servizi e con i diritti di cittadinanza sempre più rarefatti. Ogni giorno il confronto è costante”. 

Era la primavera del 2020 quando Bussone consegnò ai media questa testimonianza e se ne parlò anche in MountCity. Di mezzo c’è stata e purtroppo c’è ancora la pandemia. Non ci si aspettava che di colpo lo spopolamento diventasse un ricordo, ma siamo proprio sicuri che ogni giorno il confronto sia stato costante come il presidente Bussone asserisce? Si è vista forse una mobilitazione delle associazioni ambientaliste dopo il “discorso della montagna” di Mattarella? Qualcuno che conta o crede di contare si è preso la briga di leggere e commentare i recenti due imperdibili interventi dell’Espresso sull’argomento? (Ser)

L’intervista del quotidiano La Repubblica all’architetto Stefano Boeri nell’aprile del 2020
con le sue proposte per la sopravvivenza dei vecchi borghi.

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