Un’etica per il turismo alpino

“Poche tracce sul nostro percorso” è il significativo titolo di un meeting organizzato dalla Cipra il 22 novembre. L’argomento di estrema e talvolta preoccupante attualità. Sempre più persone sono alla ricerca di svago e rigenerazione nella natura alpina. Questa tendenza viene rafforzata non solo dalla crisi da Covid, ma anche dalla crescente pressione competitiva in atto nella società. Tutto ciò non fa che aumentare la pressione su animali e piante, ma anche sulle destinazioni, con le loro infrastrutture e i loro abitanti. È assolutamente necessario gestire i flussi di visitatori come prevede il progetto speciAlps 2 che si propone di sensibilizzare le persone alla protezione della natura e del paesaggio nelle Alpi e di sviluppare misure per la gestione dei flussi turistici.

Ammirare i fiori alpini anziché raccoglierli, camminare sui sentieri anziché tagliare per i prati, osservare i camosci da lontano anziché inseguirli: il turismo sostenibile coniuga l’esperienza della natura con la tutela dell’ambiente. Per i visitatori è importante conoscere le particolarità della natura e del paesaggio delle Alpi e rispettare le regole di comportamento. Il progetto speciAlps2 si propone di sensibilizzare gli ospiti e la gente del posto alla varietà della fauna e delle piante delle Alpi, ma anche alle regole di comportamento da tenere nell’ambiente naturale.

Su questi temi si sono espressi il 20 novembre a San Martino di Castrozza anche i rifugisti provenienti da tutte le Dolomiti per il convegno “Insegnare ai clienti maggior rispetto per l’ambiente”. Il ritrovo in Primiero, organizzato dalla Fondazione Dolomiti Unesco, prevedeva lezioni di natura, ma anche un utile confronto fra i professionisti della montagna. 

A quanto si è appreso, dal Brenta ai Monfalconi, dalle Dolomiti di Sesto alle Vette Feltrine, sono 66 le strutture ricettive che offrono all’escursionista ristoro e ospitalità nei nove sistemi che compongono il sito Dolomiti Unesco. Condivisa da tutti i gestori è la necessità di promuovere una frequentazione più rispettosa delle Dolomiti e il desiderio di far vivere agli ospiti esperienze all’insegna dell’autenticità e della sostenibilità. 

Il progetto SpecialAlps

Ammirare i fiori alpini invece di coglierli, fare escursioni sui sentieri invece che di fondo, osservare da lontano i camosci invece di inseguirli: il turismo sostenibile unisce l’esperienza della natura e la tutela dell’ambiente. È importante che i visitatori conoscano le particolarità della natura e del paesaggio delle Alpi e si attengano alle regole di comportamento. 

Il progetto speciAlps2 sensibilizza gli ospiti e la gente del posto alla diversità degli animali e delle piante nelle Alpi, ma anche alle regole di comportamento nelle aree naturali. I partner del progetto ricercano misure adeguate per guidare i visitatori e renderli disponibili su una mappa. Gruppi di lavoro e supervisori locali in quattro regioni pilota si collegano in rete sul posto, lavorano insieme su soluzioni a sfide selezionate e implementano passaggi specifici. 

Tre incontri internazionali di progetto offrono una piattaforma per lo scambio di esperienze a livello alpino. Dai risultati del progetto sarà disponibile e diffuso un patto politico e un codice di condotta nell’area naturale, sviluppato insieme con i giovani.  SpeciAlps2 si basa sui risultati e sulle scoperte del progetto speciAlps: scoprire, preservare e trasmettere la diversità naturale della natura nelle comunità alpine.  Obiettivo del progetto è avvicinare gli ospiti e gli abitanti delle quattro regioni pilota ai tesori naturali delle Alpi e sensibilizzali alla loro protezione. Promuovere la cooperazione transnazionale nella regione alpina scambiando idee tra le regioni pilota in occasione di incontri internazionali. Trasmettere la Convenzione delle Alpi come modello per comuni e regioni, affrontando in particolare i temi del turismo sostenibile, della biodiversità e della tutela del paesaggio. 

Il progetto aiuta a garantire che gli ospiti e la gente del posto nelle regioni pilota si muovano in modo premuroso e godano della natura senza danneggiarla. I risultati del progetto ispirano anche altre regioni delle Alpi per la gestione dei visitatori e la conservazione della natura. 

Durata: da novembre 2020 a dicembre 2022. Partner di progetto CIPRA Internazionale Rete comunitaria “Alleanza nelle Alpi”. Regioni pilota: Parco naturale Tiroler Lech / A, Steiner e Sanntaler Alps / SL, villaggio alpinistico Balme / I e Bad Reichenhall / D

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