Strade bianche e turismo motorizzato

La notizia avrà sorpreso qualcuno. Il nuovo sindaco di Sampeyre (Cuneo) Roberto Dadone, vice sindaco uscente, appena eletto con una lista civica, ha provveduto a rimuovere il divieto di transito ai veicoli fuoristrada sulla strada di Colle del Prete dove il suo predecessore aveva invece proibito tale transito. “Si tratta di un collegamento intervallivo e quindi di estrema importanza”, ha spiegato il neo eletto. “Io sono contrario all’innalzamento dei muri e alla chiusura delle strade. Ogni cosa può essere fatta con un’adeguata regolamentazione”. 

Quanto ai fuoristrada che “creano disagio e pericolo alle attività agro-pastorali, ai loro conduttori e al bestiame presente sui pascoli” (fu un presupposto della precedente delibera), un lettore di MountCity ha osservato incontrovertibilmente che “alle mucche proprio non frega nulla di moto e macchine che i pastori sono i primi a usare. Per fortuna il nuovo sindaco ha ripristinato la ‘libertà’”. 

Ma è solo un anelito verso una maggiore libertà da concedere a valligiani e turisti quello che ha ispirato il primo cittadino di Sampeyre? Quale strategia si profila dietro al suo provvedimento? E come è possibile questo ribaltamento di vedute su un tema, la libertà di accesso ai veicoli fuoristrada, veicoli che con il vecchio sindaco Amorisco erano stati invece banditi? 

C’è chi spiega che Amorisco, ora sindaco a Casteldelfino, è un tipo abituato a far sentire la propria voce anche a costo di esorbitare. Non è peraltro da escludere che il nuovo sindaco (già ex vice sindaco, in rotta a quanto si dice con Amorisco), abbia dichiarato il liberi tutti al solo scopo di andare incontro a un elettorato che premeva in questo senso.

Se anche così fosse, emerge da questa situazione una indubbia spinta per il turismo motorizzato a livello regionale. Una spinta da registrare, che trova fautori soprattutto nei non pochi schierati con Paolo Bongioanni, promotore di una legge per regolamentare le strade bianche – e quella del Colle del Prete risulta salvo errori una di queste –  in funzione del passaggio di fuoristrada, enduro e turisti. 

E’ in questo scenario che andrebbe inserito un caso positivo di gestione e regolamentazione del turismo motorizzato su strade bianche. Si tratta dell’Alta Via del Sale sul Colle di Tenda, fra Limone Piemonte e la Francia. Promotore fu proprio il consigliere regionale Bongioanni, allora direttore dell’agenzia turistica del Cuneese, ATL. Una visione turistica quella della Via del Sale che ne fa un caso europeo (il 40 % dei partecipanti sono stranieri). 

Oggi da buone fonti si apprende che le strade militari d’alta quota, con pedaggio per i motorizzati, hanno quadruplicato le presenze e ridotto anche gli incidenti. E risulta che la Regione Piemonte si sia impegnata ad aiutare i comuni che vogliono replicare quest’esperienza. 

Ciò spiegherebbe (il condizionale è d’obbligo) l’attenzione riservata dalla nuova amministrazione di Sampeyre alla strada di Colle del Prete. Con prospettive da non sottovalutare. Si tratterebbe di creare un sistema a disposizione di albergatori, aziende turistiche e consorzi di operatori per promuovere un prodotto, le strade di montagna a valenza storica, che parte dalle Alpi del Mare e attraversa le vallate olimpiche. Un’offerta unica in Europa per proporre qualcosa di inedito, con 5, 6, anche 7 pernottamenti all’insegna dell’outdoor e del 4×4, delle moto, delle biciclette a pedalata assistita, ma anche delle escursioni a piedi o a cavallo. 

A quanto si è capito, sarebbero ancora diverse nelle valli piemontesi le strade “minori” di montagna da “recuperare”. A lanciare l’hashtag #Salviamo le strade di montagna provvide tempo fa la Confcommercio Cuneo invitando ad aiutare gli enti pubblici o gli enti privati, Cai compreso, a mantenere in ordine il territorio. L’argomento è più che mai attuale in questo periodo di vacche magre e sciogliere la delicata matassa non è semplice. Qualche associazione ambientalista sensibile all’argomento potrebbe dare una mano a farlo. (Ser)

Un pensiero riguardo “Strade bianche e turismo motorizzato

  • 16/11/2021 in 19:09
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    Qualche associazione ambientalista sensibile all’argomento potrebbe dare una mano a farlo. CHI? ce ne sono circa ottanta… vediamo chi si impegnerà.

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