Meno bancarelle nei mercatini che rinascono

Il Comune di Santa Maria Maggiore in val Vigezzo e la Pro loco furono costretti l’anno scorso ad abolire il mercatino di Natale organizzato da 22 anni in qua “considerata l’attuale impossibilità di garantire le condizioni di sicurezza per espositori e visitatori”, come spiegò il sindaco di Santa Maria Claudio Cottini. La pandemia cancellò anche il popolare Raduno Internazionale dello Spazzacamino. Che disastro fu. Sembra però che l’usanza dei mercatini natalizi riprenda piede. A Santa Maria Maggiore in val Vigezzo (foto qui in apertura) le bancarelle sono annunciate dal 6 all’8 dicembre con presepi artigianali, casette in pietra e legno, splendide ceramiche, curatissimi manufatti in vetro soffiato, originali decorazioni e addobbi natalizi e molti altri prodotti realizzati interamente a mano. 

Numerosi gli eventi per tutti i gusti in quella amena vallata, con esibizioni di bandelle alpine, gruppi jazz, cornamuse e ghironde, gli amatissimi Corni delle Alpi e gli artisti della motosega. Per raggiungere la Valle Vigezzo in occasione dell’evento è possibile fruire delle corse su prenotazione della Ferrovia Vigezzina-Centovalli da Domodossola e Locarno (CH), 

Sito ufficiale dell’evento: http://mercatininatale.santamariamaggiore.info/

Un altro storico mercatino è quello annunciato a Trento. E’ giunto alla ventisettesima edizione. Tuttavia le aree di Piazza Fiera e Piazza Cesare Battisti non potranno ospitare la stessa quantità di bancarelle del passato, che si attestavano sulla novantina. Incerto a Trento è il servizio del trasporto dei turisti su una carrozza trainata dai cavalli previsto nel periodo natalizio.  Un’interrogazione dei Verdi sottolinea come il traino attraverso i cavalli oggi non abbia più senso. Nacque secoli fa “dalla effettiva necessità di trasportare merci quando l’assenza di altri mezzi di locomozione rendeva obbligato l’utilizzo degli animali ed è stata poi forzatamente mantenuta in vita fino ai giorni nostri travisandone completamente il significato”. Sull’argomento il quotidiano L’Adige ha aperto un sondaggio tra i lettori che sembrerebbero indifferenti se non addirittura contrari a questa “attrazione” turistica.

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