In marcia contro l’assalto alle montagne

L’associazione Per Altre Strade annuncia per domenica 24 ottobre 2021 la marcia che si svolge a Cortina per denunciare l’assalto alla montagna. Per una sovrapposizione di eventi, il luogo di ritrovo non è più presso la “conchiglia” bensì in Piazza Pittori Fratelli Ghedina, all’inizio della zona pedonale di Corso Italia, lato Dobbiaco. Nella difficoltà di poter raggiungere il luogo di ritrovo con mezzi pubblici, i partecipanti alla marcia sono invitati a condividere per quanto possibile i posti macchina per limitare il numero di auto in circolazione. Alla manifestazione aderisce senza riserve il Comitato etico scientifico di Mountain Wilderness Italia. Il programma della giornata con l’elenco delle adesioni è scaricabile da http://www.peraltrestrade.it/ Tra le tante lettere di adesione alla marcia di protesta, se ne riportano qui alcune particolarmente significative, provenienti dal CAI e dal mondo degli scrittori di montagna:

“Il Comitato Direttivo Regionale del  CAI Veneto nella riunione dell’8 ottobre c.a. ha deliberato di aderire alla manifestazione “Non nel mio nome”, ritendo che tale iniziativa sia  volta a dare la maggior rilevanza possibile su quanto sta avvenendo nelle montagne del Nord/Est, e più volte denunciato anche dal CAI Veneto. 
Il Presidente Regionale del Cai Veneto Renato Frigo  

“… anche in provincia di Bolzano stiamo combattendo progetti analoghi:
– Costruzione funivia Tires Malga Frommer con conseguente taglio di 8000 mq di alberi per un impianto inutile 
– Progetto di abbattimento rif. Coronelle con successiva costruzione di hotel/ torre di vetro con contributi provinciali su terreno problematico 
– Abbattimento e ricostruzione moltiplicando di 9 volte la cubatura del rif. Passo Santner, di proprietà privata e sito in zona Parco e tutela Unesco e probabilmente con finanziamento pubblico
– Costruzione strada per Malga Antersasc in zona parco e tutela Unesco
– Progetto mega Albergo in val Senales 
Il Presidente Regionale del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella  

“Il G.I.S.M., Gruppo Italiano Scrittori di Montagna,  dichiara di condividere gli obiettivi delle Associazioni promotrici dell’iniziativa “Non nel mio nome” in coerenza e applicazione dell’art. 2 dello Statuto G.I.S.M. che tra i fini del Gruppo cita esplicitamente “di promuovere ogni iniziativa atta a favorire la conoscenza e la salvaguardia della montagna nel rispetto dei valori naturali dell’ambiente e delle genti montane”.
Tale impegno gli è stato riconosciuto al G.I.S.M. dalla Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti che in occasione del Convegno “Mai più l’ambiente preso in giro” (Asiago, settembre 2019) gli ha conferito il Premio Mazzotti Contemporaneo “Lampadiere dell’ambiente 2019”.
Il G.I.S.M. invita pertanto ad affrontare i problemi posti dal Giochi Olimpici 2016 con una visione d’insieme aperta alla natura e al mondo, in una sintesi frutto di una passione condivisa su cui primeggiano qualità e sensibilità congiunte ad atti e scelte di oggettiva complessità e di coraggiosa promozione a tutela del patrimonio naturale.”
Il Presidente del GISM Dante Colli

“E’ assurdo e triste che ancora oggi, in Italia nel 2021, chi ci governa e amministra pensi che il consumo del suolo di montagna possa rappresentare uno sviluppo per le comunità che ci vivono. Parliamo ogni giorno di crisi climatica e distruggiamo il paesaggio naturale per fare piste da sci, che sono luoghi di divertimento umano dal destino molto incerto… Chi lo pensa non può che essere in malafede, e preferire i pochi, maledetti e subito a una visione del futuro. Il futuro delle nostre montagne, anche o soprattutto economico, passa per la loro conservazione, perché un paesaggio integro sarà negli anni una risorsa sempre più preziosa, sia per i suoi abitanti che per i suoi fruitori. Dobbiamo ripeterlo in ogni modo. Lasciamo ai nostri figli i boschi e i torrenti e le rocce che c’erano prima di noi, non i ruderi del nostro passaggio, delle mode, degli interessi, di visioni di così breve durata che saranno presto dimenticate.”
Paolo Cognetti, giornalista e scrittore

“Frequento le Dolomiti, le amo tanto, le osservo cambiare da cinquant’anni. Sono più fragili di tutte le altre montagne che conosco perché sembrano un plastico naturale progettato per i giochi dei turisti, troppo facili da raggiungere e soprattutto da attraversare. La tentazione del luna park è fortissima, dunque ciò che non è ancora stato offeso andrebbe difeso con i denti, come l’ultima faccia luminosa di un cristallo opaco, usato e abusato. I Monti Pallidi non possono sopportare ulteriori speculazioni semplicemente perché il limite è già stato superato da tempo.”
Enrico Camanni, giornalista e scrittore   

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