Giorgio Aliprandi ci ha lasciati. Riscrisse con la moglie Laura la storia delle Alpi

Famoso in tutto il mondo per l’attività di storico della cartografia alpina e per l’amore e la devozione dimostrata alla Valle d’Aosta e alle sue montagne, si è spento il 12 ottobre a Milano a 88 anni Giorgio Aliprandi. Milanese, clinico illustre, scelse di dedicare tutto il tempo libero ai suoi studi sulle Alpi coinvolgendo la moglie Laura Tassi Aliprandi, altrettanto appassionata di montagna. La loro passione per le ricerche sulla cartografia storica alpina divampò nel 1974 quando pubblicarono in collaborazione con Massimo Pomella il volume “Le Grandi Alpi nella cartografia dei secoli passati 1482-1865”.  

Nel 1984 collaborarono con la Bibliothèque Nationale di Parigi al catalogo dell’esposizione “Images de la montagne” con il saggio “Le relief des Alpes sur la carte de Madama Reale réalisé par le cartographe G. T. Borgonio en 1680”. 

Nel 2000 Laura e Giorgio organizarono come consulenti scientifici, su  invito del Comune di Chamonix, una mostra sulla cartografia del Monte Bianco presso il locale Museo Alpino. In questa occasione pubblicarono “La découverte du Mont-Blanc par les cartographes 1515-1925”, testo in cui viene descritta l’evoluzione nei secoli della cartografia del Monte Bianco.

Nel 1978 fu la volta del volume “Il Cervino e le sue stampe”, in cui sono raccolte cronologicamente tutte le stampe del Cervino apparse dal 1823 al 1900, inizio dell’epoca fotografica. Insieme, Laura e Giorgio hanno pubblicato inoltre lavori monografici sul ghiacciaio della Brenva e sulla frontiera italo-francese del Monte Bianco (1986), e hanno approfondito lo studio sulle antiche vie di comunicazione tra le valli  del Monte Rosa e il Vallese, con particolare riguardo al Colle del Teodulo e al Monte Moro. 

Hanno poi partecipato con il capitolo “Cartografia e vie di comunicazione tra la Val d’Ayas e il Vallese” alla stesura del volume “La terra degli Challant “edito ad Aosta nel 1998.

Giorgio Aliprandi (1933-2021) con la moglie Laura: sullo sfondo alcune delle carte della loro collezione. In apertura, il professore al lavoro con il suo schedario (ph.Serafin/MountCity).

Nel 2005 venne pubblicato da Priuli & Verlucca il primo volume relativo alla storia della cartografia alpina dell’opera “Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885”. Il secondo volume, pubblicato nel 2007, tratta invece della cartografia antica dei massicci delle Grandi Alpi,  dal Monviso al Monte Rosa unitamente al Gran Paradiso.

I due volumi degli Aliprandi sono stati editi anche in lingua francese dalla casa editrice Libris di Grenoble, a cui è stato conferito nel maggio 2008 il Prix de l’Alpe da parte della Societé des ècrivains dauphinois. Al primo volume è stato inoltre conferito nel 2006 il Premio Gambrinus-Mazzotti per la sezione montagna. 

Nell’ aprile 2008, a Saint-Vincent, Laura e Giorgio Aliprandi ricevettero l’ambito riconoscimento del XIII Premio Balmas dedicato alla cultura valdostana con la seguente motivazione: “Per la loro importante attività scientifica e per l’amore e la devozione dimostrati alla Valle d’Aosta e alle sue montagne”.

Iscritto alla Sezione di Milano del Cai di cui fu socio benemerito, Giorgio Aliprandi partecipò a svariati congressi nell’ambito della cultura alpina con conferenze e comunicazioni che sono state poi stampate negli atti. Dal 1980 diventò con Laura membro dell’Accademia di Sant’Anselmo di Aosta. Risale al 2013 l’ultimo importante riconoscimento che venne assegnato agli Aliprandi dalla Società Escursionisti Milanesi. Laura e Giorgio ricevettero in quell’occasione il Premio Marcello Meroni per la cultura. 

“Il confine fa parte della mentalità umana, non si può ignorarlo, qualunque sia la realtà politica”, spiegò Giorgio Aliprandi nel dare alle stampe con Laura i due bellissimi volumi dedicati alle “Grandi Alpi nella cartografia” entrambi con uno straordinario apparato illustrativo. Si riferiva in particolare al discusso confine sul Monte Bianco la cui vetta tuttora rivendicata dai francesi.

Come è iniziata questa avventura tra le antiche carte? “In modo quasi casuale”, raccontò il professor Aliprandi. “Attratti irresistibilmente dalle testimonianze della cultura alpina, abbiamo deciso con Laura di collezionare antiche mappe sin dal 1970, orientandoci sulle Grandi Alpi che corrispondono grossomodo con la parte occidentale dell’arco alpino. Non ci siamo resi conto, lì per lì, che questa passione ci avrebbe condotto ad affrontare un’impresa molto ambiziosa, ai limiti della follia, trasformandoci in cartografi storici e riscrivendo una storia delle Alpi da una visuale insolita, la cartografia, mai prima affrontata”.

L’estremo addio all’indimenticabile e infaticabile professore viene dato sabato 16 ottobre a Milano alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di San Protaso, in via Osoppo 2. Alla moglie Laura, ai figli Chiara e Federico, ai nipoti Sabrina, Elena ed Emanuele le più sentite condoglianze. (Ser)

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