In mostra le capre di Agitu, simbolo di integrazione

La 14ª edizione della mostra provinciale della capra pezzata mochena che si è tenuta domenica 10 ottobre a Bedollo (Trento) ha richiamato l’attenzione su questo particolare ovino. La capra è una razza indigena della Valle dei Mocheni, in Trentino. Venne riconosciuta nel 2004 e il libro genealogico è stato stabilito nel 2005 e viene mantenuto dall’Associazione Nazionale della Pastorizia.

Quest’anno la manifestazione è stata dedicata, con un premio speciale, alla socia storica dell’”Associazione capra pezzata mochena” Agitu Ideo Guedete, allevatrice e imprenditrice casearia di origine etiope che si stabilì in valle dei Mocheni. Il femminicidio di Agitu il 29 dicembre 2020 impressionò l’opinione pubblica anche perché, nel corso degli anni, la pastora divenne un simbolo di integrazione. 

Da rifugiata, Agitu si laureò in sociologia. Avviò poi l’azienda agricola “La Capra Felice” con lo scopo di tutelare una sottospecie, la capra mochena, ma anche per sostenere una agricoltura totalmente biologica. In valle dei Mocheni Agitu fu però costretta a imporsi contro i pregiudizi, contro le diffidenze, contro un razzismo diffuso. Un suo sogno fu, appunto, salvare dall’estinzione questa speciale razza di capre, la “mochena”. Allevandola, Agi ne dimostrò l’adattabilità ai rigori del clima montano.

E’stata un’edizione davvero speciale questa della mostra provinciale anche per il numero delle capre, circa trecento accompagnate da allevatori di diversa provenienza: Bedollo, Baselga di Pinè, Valle dei Mocheni, Valle di Fiemme, Trento e Bassa Valsugana. Il gregge più consistente è stato quello dei pastori di Bedollo (Francesco, Matteo e Alex). Era composto da ben 180 capi. (Ser)

L’etiope Agitu Ideo Guedete. Il suo femminicidio risale al 29 dicembre 2020.

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