Progetti “imponenti”. E il Garda soffoca nel cemento

Una sponda drammaticamente urbanizzata è quella di Riva e dell’Alto Garda nel suo complesso. Niente di nuovo sotto il sole, ma ora la misura sembra davvero colma. Si risvegliano perfino le associazioni ambientaliste e fanno fronte comune denunciando, alla buon’ora, “una corsa alla privatizzazione e alla cementificazione dell’area in fascia lago, residuale brandello di naturalità”.

Ad affermarlo, in una lunga nota che chiede al Comune di Riva del Garda di “ascoltare i cittadini”, sono le associazioni che fanno parte del Coordinamento Ambientalista, ovvero Comitato Salvaguardia Area Lago, Comitato Salvaguardia Olivaia, Italia Nostra, Ledro Inselberge, WWF Trentino e Comitato Sviluppo Sostenibile. “La fascia lago (Palacongressi, Hotel Lido Palace, area Ex Cattoi e Parco Colonia Miralago) è da tempo sotto attacco”, si legge. “Interventi, progetti e pianificazione urbanistici imponenti se realizzati, avranno forti ripercussioni sulla vivibilità di Riva e dell’Alto Garda nel suo complesso”.

Non si stenta a credere che gli ultimi spazi di suolo non edificato sulla sponda del lago siano ambiti da interessi privati cui non si riesce a contrapporre l’interesse pubblico collettivo. Risultato? Peggiora sempre più la qualità della vita innanzitutto della cittadinanza residente ma anche dei turisti che affollano la zona. 

Particolari sconcertanti. Non sono solo le nuove, annunciate colate di cemento a compromettere la fascia lago. Da tempo il traffico automobilistico è congestionato in ogni stagione, pesante è l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, disastroso l’impatto di milioni di presenze turistiche. Non occorre essere dei geni per capire che questi sono i presupposti di una perdita in termini di valore ambientale, paesaggistico ed ecologico che rappresenterà, nel tempo, anche una perdita economica. Giusto mobilitarsi contro le devastazioni in atto in vista delle Olimpidi Cortina-Milano, ma non è il caso di mobilitarsi anche per quest’ altra bella Italia? (Ser)

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