Rave party, la denuncia di MW Francia

All’inizio di settembre, più di 500 persone si sono radunate nell’area dell’altopiano di Château Julien, nella città di Villard-de-Lans (Vercors), per un rave party. Mountain Wilderness Francia denuncia senza riserve questo tipo di pratica e i rischi e i danni che comporta. “Un fragile spazio naturale”, si legge in un comunicato, “non è una discoteca all’aperto, ma uno spazio di silenzio e vita per la fauna selvatica. La montagna ha tanti suoni da offrirci: quelli del vento, degli uccelli, dei nostri passi, della vita selvaggia. Lontano dai centri urbani, offre l’assenza di rumore, di luci artificiali e di sollecitazioni permanenti. Grazie al silenzio, è possibile ricaricare le batterie e sentirsi vivi”.

“Mountain Wilderness”, si legge ancora, “ha sempre denunciato l’appropriazione e la privatizzazione di spazi naturali a vantaggio esclusivo di pochi. La natura è aperta a tutti coloro che la rispettano e cercano in essa ciò che non si trova altrove. E’ incontestabile che, non appena ci allontaniamo dalle strade, la natura è sempre più rispettata da chi la pratica con mezzi non meccanizzati. C’è un modo per limitare certi tipi di degrado della natura ed è stato dimostrato in tutti i paesi del mondo: regolamentare gli accessi stradali che attraversano il cuore dei siti naturali, vietare il passaggio dei mezzi a motore. In effetti, gli organizzatori di rave party usano preferibilmente autocarri e 4X4 piuttosto che zaini…”

Dal notiziario di Mountain Wilderness Francia

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