Dhaulagiri, 8167 m / Cordata valdostana in vetta

 
Marco Camandona, guida alpina di Valgrisenche (Ao), ha raggiunto il 1° ottobre 2021 la vetta del suo decimo ottomila, il Dhaulagiri a 8167 m, anche questa volta senza l’ausilio delle bombole di ossigeno. E’ l’ultimo ottomila per l’alpinista valdostano in terra Nnepalese (i prossimi saranno sul fronte pakistano). Per il suo compagno di cordata, Pietro Picco, guida alpina di Courmayeur, questo è invece il primo ottomila.
Partiti dall’Italia il 30 agosto, Marco e Claudio hanno raggiunto il CB il 13 settembre e ultimata la fase di acclimatamento si sono riposati qualche giorno in attesa della finestra di bel tempo. Il 28 settembre sono saliti al C2 (6400 m) dove hanno dormito per due notti, il 30 settembre  in mattinata sono saliti al C3 (7200 m.) dove dopo un paio d’ore di riposo hanno attaccato l’ascesa alle ore 23 giungendo in vetta alle ore 7.45 a.m. ora locale nepalese.
Molti i partner che hanno voluto seguire da vicino Camandona. Tra questi, come informa un comunicato stampa, Millet, Grivel, Garmin Italia, Salice Occhiali, Ferrino. La logistica è stata curata da Seven Summit Treks.
Alpinista di fama internazionale, guida alpina e maestro di sci alpino, Camandona è allenatore federale di scialpinismo. Direttore tecnico, da più di 20 anni, della gara internazionale di scialpinismo a tappe “Millet Tour du Rutor Extrême” (prossima edizione la N° 20 – Arvier, Aosta, 31 marzo, 1-2 aprile 2022) è stato atleta di sci alpinismo e di ultra trail, giudice della Federazione internazionale di sci alpinismo e membro del Soccorso Alpino della Valle d’Aosta dove vive e lavora.
Camandona è salito sulle vie più impegnative delle Alpi, dal Monte Bianco alle Dolomiti, aprendo vie nuove in Himalaya come la via “Princess Cecile Line” al Churen Himal (7371m) nel 2012. Dal 1996 a oggi, ha preso parte a più di venti spedizioni alpinistiche Dal 2015 Camandona si dedica a un progetto umanitario in Nepal, dove ha realizzato un orfanotrofio che accoglie bambini in età scolare particolarmente bisognosi perché orfani o perché vittime di situazioni famigliari disastrose. La struttura ospita fino a 25 bimbi, da qui il nome Sanonani House, che in Nepalese significa Piccolo Bambino. Ai piccoli ospiti viene assicurato da parte di personale nepalese vitto, alloggio, istruzione ed una educazione nel rispetto della cultura locale.

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