Cave e discariche avvelenate. Immagini di una tragedia

Sono trascorsi sei anni da quel 16 aprile 2015 in cui nella home page di MountCity si poteva leggere che “sotto assedio è la natura nella provincia bresciana a tutte le quote. Dove la Provincia a trazione leghista autorizza nella Bassa Bresciana una discarica per lo smaltimento di 1,3 milioni di rifiuti inerti. E dove una Regione ugualmente in mano alle “cravatte verdi” accetta che vada in malora tra le montagne un deposito di 23 mila tonnellate di rifiuti avvelenati arrivati, pensate un po’, dall’Australia”. 

Quei veleni, come era precisato nelle pagine provinciali delle testate nazionali, erano stati trasportati con due navi da Sydney e giacevano abbandonati a Berzo Demo, piccolo comune sulle montagne di Brescia dove una ditta specializzata avrebbe dovuto renderli inoffensivi. Ma l’azienda è fallita e le 23mila tonnellate erano dal 2011 esposte alle intemperie. 

La zona estrattiva a Montichiari nel Bresciano in un’immagine di Mattia Marzorati pubblicata sulla rivista Internazionale. In apertura, la fabbrica abbandonata dei veleni a Berzo Demo (Brescia)

Non ebbe seguito, salvo errori, l’invito a prendere coscienza della situazione e a fare pressione sulla politica perché intervenga prima che l’inquinamento si possa diffondere. Ma oggi l’argomento torna di grande e drammatica attualità grazie all’opera del fotografo Mattia Marzorati che nel 2019 ha avviato il progetto “La terra dei buchi”, un’indagine realizzata nella parte meridionale della provincia di Brescia, che è una delle aree più industrializzate d’Italia e, come si era scritto in MountCity, anche una delle più inquinate. 

“Terra dei buchi” è la definizione coniata da alcuni attivisti. Tutto è nato dalla storica presenza nella zona di cave di ghiaia, sabbia e marmo. Negli ultimi cinquant’anni queste cave sono state riempite con rifiuti provenienti da tutta Italia e poi ricoperte. “Le collinette di terra ed erba che si vedono cercano di nascondere, o mimetizzare, quello che c’è sotto”, spiega il fotografo. E’ questa la transizione ecologica di cui i politici parlano con i loro bla bla?

Nel suo lavoro interamente in pellicola, Marzorati ha fotografato gli effetti dell’inquinamento sull’ambiente e sulla salute delle persone. “La terra è velenosa, i campi e i fiumi sono contaminati, ai bambini in molte scuole è vietato giocare sull’erba”, racconta Marzorati. Il suo progetto è diventato un libro e viene proiettato, a quanto si apprende, al festival di Internazionale a Ferrara sabato 2 ottobre. Un libro evidentemente imperdibile, una situazione ambientale non più accettabile. (Ser)

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