Stati Generali in Francia / La montagna che sarà

Attraverso forme diverse e innovative, con sessioni plenarie, laboratori tematici, iniziative di villaggio e soprattutto laboratori regionali in tutti i massicci, si sono riuniti per la prima volta in Francia attori istituzionali, associativi e socio-professionali provenienti dalla montagna. Tutto ciò all’insegna il 23 e 24 settembre di un’operazione un po’ ancien régime, gli Stati generali della transizione del turismo in montagna. Ha offerto il patrocinio la Presidenza francese della Strategia dell’Unione europea della Regione Alpina (Suera). 

Durante questi due giorni, la sfida è consistita nel mettere in discussione le scelte di sviluppo di ciascun territorio, discutendo i suoi punti di forza e la sua resilienza di fronte alle crisi esogene economiche, sanitarie, climatiche e ai cambiamenti strutturali previsti. Le repliche dei workshop e delle conferenze sono disponibili sul sito web e i resoconti delle discussioni saranno resi pubblici sul sito: 

www.eg-transitionmontagne.org. 

Sono stati per la prima volta messi assieme insieme attori con punti di vista diversi, anche opposti, su temi essenziali, con una comune voglia di andare avanti insieme per immaginare la montagna di domani. 

L’evento si è svolto in un contesto che, sia dal punto di vista sanitario, sia da quello economico e ambientale, presenta immense opportunità per la montagna e anche grandissime sfide che tutti gli stakeholders. È in particolare attraverso una Dichiarazione congiunta che il collettivo degli specialisti riuniti si impegna a portare avanti impegni e azioni prioritarie. Tale Dichiarazione è aperta alla firma di tutte le parti interessate e dei cittadini interessati al futuro della montagna sul sito degli Stati Generali. 

La premessa è che per l’Europa e in particolare per la Francia, il massiccio alpino, come tutte le catene montuose, costituisce una spina dorsale ecologica, un immenso serbatoio di risorse naturali, con aree di attività curative e ricreative. Sono anche luoghi di vita e di abitazione di qualità, oltre che di produzione, fornendo al continente europeo cibo, energia, posti di lavoro e molti altri servizi ecosistemici. Questi territori hanno un forte potenziale di innovazione e sviluppo nelle aree destinate dall’Unione Europea alla sua strategia Green Deal. 

La sfida è di interrogarsi sulla rilevanza del modello di sviluppo di ciascun territorio, discutendone i punti di forza e la resilienza di fronte alle crisi esogene economiche, sanitarie e climatiche e ai cambiamenti strutturali attesi per l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Ovviamente, l’evento svoltosi in settembre rappresenta solo un primo passo di un approccio più globale, che tutti gli attori si impegnano a perseguire a livello locale così come a livello nazionale ed europeo con i rispettivi partner. 

L’ambizione collettiva, si legge, è di continuare un dialogo pacifico e costruttivo tra tutte le parti interessate su tutti i temi della transizione del turismo di montagna. “Noi attori della montagna”, si legge nel documento, “siamo responsabili della sua conservazione dell’ambiente e del suo sviluppo. In accordo con le politiche e le azioni già in atto, ci impegniamo ad amplificare i nostri sforzi per poter vivere bene e accogliere bene nelle aree montane. In un contesto di accelerazione del cambiamento climatico, desideriamo costruire insieme, con rispetto e benevolenza, nuove strade per lo sviluppo del turismo di montagna al fine di garantire una vita economica sostenibile, creare posti di lavoro, migliorare le condizioni di vita degli abitanti preservando il nostro ambiente montano che è sia eccezionale e fragile”. 

Sul tappeto rimane l’importante problema di ridurre l’impatto ambientale del turismo di montagna, attraverso un grande sforzo collettivo per una mobilità più sostenibile, soft e carbon free, sia per l’accesso a questi siti che per gli spostamenti interni. La raccomandazione è di  trovare i mezzi per far scoprire al maggior numero di persone, e in particolare ai giovani, la montagna in tutta la sua diversità, rafforzando la comunicazione sulla molteplicità dell’offerta e dei territori, adeguando la normativa e aiutando a finanziare i centri di attività del tempo libero aperti a tutti. Si raccomanda altresì di incoraggiare sistemi di formazione e ricerca innovativi a supporto delle esigenze legate alla transizione, di contribuire all’evoluzione del quadro legislativo e regolamentare, in particolare per favorire lo sviluppo del “turismo nelle quattro stagioni”, di operare per aumentare le sinergie tra strategie europee locali, regionali, nazionali, transfrontaliere e transnazionali in modo da garantire la coerenza complessiva e intensificare le azioni, in particolare nel quadro del Patto Verde per l’Europa. (Ser)

www.eg-transitionmontagne.org

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