Pinzolo in festa / Mondinelli campione di solidarietà

Il mezzo secolo della Targa d’Argento della Solidarietà Alpina è stato celebrato sabato 18 settembre a Pinzolo, nel magico scenario delle Dolomiti di Brenta. Quest’anno il premiato è stato un alpinista sicuramente eccezionale, Silvio Mondinelli, per gli amici e per tutti “Gnaro”. “Un uomo vero, sensibile, dotato di grande energia e di straordinarie capacità alpinistiche”, lo ha definito la giuria guidata dal mitico cavalier Angiolino Binelli che mezzo secolo fa lanciò a Pinzolo questo premio, “un uomo che nel momento del bisogno non ha esitato a mettersi a disposizione di chi si è trovato in difficoltà”. 

In mezzo secolo, il mondo della solidarietà alpina è stato scandagliato con impegno e perfino un pontefice innamorato della montagna, l’indimenticabile Woytila, si è guadagnato una “targa”. Merito dell’infaticabile Comitato organizzatore elogiato dal sindaco Michele Cereghini nel corso della cerimonia di premiazione. Questo gruppo di amici ha saputo scovare anche al di là dell’oceano le “persone giuste” da premiare meritandosi a sua volta un importante riconoscimento, il Premio Marcello Meroni che la Società Escursionisti Milanesi, presente a Pinzolo con il suo vessillo, ha voluto assegnare qualche anno fa.

“Non ci siamo mai fermati, non ci fermeremo mai, sempre pronti a correre in aiuto di chi in montagna si trova in difficoltà!”, ha detto Angiolino. Nel condurre la cerimonia a nome del Comitato organizzatore, Luciano Imperadori ha sottolineato la semplicità, l’umanità e l’umiltà di Gnaro. “In montagna se si vuol essere grandi (così come nella vita)”, ha detto Mondinelli incontrando i ragazzi di Pinzolo, “bisogna guardare sempre anche in basso per vedere ed aiutare chi ha bisogno”.  


“Ogni giorno”, ha aggiunto Mondinelli quando ha ricevuto il premio dalle mani di Angiolino, “imparo qualcosa da tutti. Penso di essermi comportato  bene nella vita, avere tanti amici vuol dire essersi comportati bene”. Ha espresso questo concetto come qualcosa a cui tiene veramente molto. L’unico rimprovero che si rivolge riguarda le lunghe, inevitabili assenze dalla famiglia per i periodi delle spedizioni. 

Per concludere, la medaglia d’oro alla memoria del Finanziere Sergio Francese è stata ritirata dal figlio Christian. Lo scomparso è stato ricordato dai suoi colleghi come una persona oltre che professionale e preparata anche umanamente eccezionale. È stato ricordato che in lui convivevano tre anime: guardia forestale, guardia di finanza, volontario del Soccorso civile. 

Laura Posani

Commenta la notizia.