“Progetto Swat”, un Pakistan da scoprire

Un gruppo di undici appassionati italiani, accompagnati da alcuni alpinisti pakistani, ha raggiunto in Pakistan l’alta valle dello Swat per compiere un’ulteriore tappa del “Progetto Swat” avviato dall’associazione Mountain Wilderness International nel 2017. 

Il gruppo era guidato dal veterano Carlo Alberto Pinelli, insignito alcuni anni fa della prestigiosa onorificenza “Sitara i Imtiaz”. Il primo obiettivo era un’accurata ricognizione e descrizione di tutti i potenziali percorsi di trekking e alpinismo di queste affascinanti montagne, con l’obiettivo di pubblicare una guida alle attività outdoor in questa regione del Pakistan. 

L’obiettivo finale è utilizzare questa guida (pubblicata in inglese e urdu) come strumento per l’istituzione e l’implementazione di un parco nazionale di Swat Kohistan, comprendente una piccola porzione di Dir, Kandia e Chitral. Paesaggi mozzafiato, sterminati boschi di abeti, cedri himalayani e betulle, piccoli laghi e ghiacciai cristallini, sono circondati da vette che, pur non essendo particolarmente elevate, almeno per gli standard asiatici, sono comunque imponenti. 

Per la sua relativa vicinanza ai maggiori centri urbani della pianura, questo gioiello naturale potrebbe essere rovinato per sempre se il crescente flusso di turisti non sarà saggiamente controllato, incanalato e regolamentato. Un Parco nazionale sembra l’unica soluzione praticabile. Nella prima metà di settembre gli alpinisti di Mountain Wilderness, divisi in piccoli gruppi, hanno esplorato tre diversi itinerari, spesso affrontando sentieri e ghiacciai sconosciuti e attraversando passi che si avvicinano ai 5000 m di altitudine. 

Tuttavia, l’esplorazione è tutt’altro che finita. Il prossimo anno Mountain Wilderness International, con il sostegno del governo KP e dell’Agenzia italiana per la cooperazione, ha in programma di inviare nello Swat un gruppo più ampio di alpinisti, non solo per portare a termine il rilevamento di tutti i potenziali sentieri escursionistici, ma anche per scalare le principali vette lungo nuovi percorsi impegnativi. Quest’anno la missione si è avvalsa del patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano. 

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