Trampolini d’oro nell’olimpiade degli sprechi

“I mediocri imitano, i geni copiano”, diceva un arguto direttore di giornale. Qui a MountCity c’è sicuramente carenza di geni, ma non manca, finché dura, il materiale a cui ispirarsi ed eventualmente copiare sempre citando correttamente le fonti. Né mancano le possibilità di attingere direttamente alle fonti stesse con il contributo di amici ed estimatori. Tutto per amore della montagna, senz’alcun altro interesse che non sia lo spirito di servizio, il desiderio di rendersi utili, di fare opera di divulgazione.  

Così è capitato che l’11 settembre, prendendo spunto da un articolo pubblicato on line dal quotidiano L’Adige, si sia data notizia dell’adeguamento dello Stadio del Salto di Predazzo in vista delle Olimpiadi 2026 di Cortina. 

Il finanziamento era stato appena approvato dalla giunta provinciale di Trento per la modica cifra di 23 milioni e 592 mila euro. Stupì che nessun ambientalista in questa circostanza avesse almeno alzato indignato il sopracciglio. 

A ben riflettere, si scrisse, 23 milioni per adeguare dei trampolini non sono bruscolini. E ci si chiese, ci si perdoni l’autocitazione,  quante aule scolastiche belle e sostenibili si possono realizzare con questa cifra. Del resto, non si tratta di nuove strutture. 

Invano si è cercato nel notiziario ufficiale di Mountain Wilderness un commento a botta calda. Alla voce “trampolini”, immancabile compariva e ancora compare la scritta “not found”. A botta tiepida è arrivata invece il 16 settembre alla redazione una rettifica di Luigi Casanova a nome di Mountain Wilderness. 

Già, l’amico Luigi il sopracciglio lo ha alzato, ma solo per deplorare che questo blog che state leggendo abbia ignorato la posizione di MW su quei 23 milioni che Casanova definisce “uno scandalo”. Ma di quale posizione si parla?  Una decisione scandalosa non merita forse almeno un comunicato stampa? Possibile mai che ci sia sfuggito?

Però occorre ammetterlo.“Gli ambientalisti, perlomeno quelli referenti a Mountain Wilderness”, precisa Casanova, “hanno sempre seguito e denunciato questo sperpero di risorse, mentre si chiude l’ospedale di Cavalese e lo si depotenzia di servizi, milioni e milioni gettati al vento per pochi sportivi esaltati e con i debiti che ricadranno per decenni sui comuni (Predazzo getta oltre 400 mila euro l’anno per i trampolini, Baselga oltre 150 mila per la pista di ghiaccio come è oggi, immaginate quella di domani quanto costerà)”.

Va riconosciuto che non da oggi Casanova si pronuncia contro queste “olimpiadi degli sprechi”, termine di cui potrebbe chiedere il copyright. Sulla contestata pista di bob si è espresso il 22 giugno nel sito ufficiale di MW con un’analisi esemplare da cui si deduceva, e come dargli torto?, che “si continua ad investire nella cultura delle opere faraoniche che diventeranno ingestibili”. E che “l’opposizione verso la pista di bob di Cortina sta assumendo contorni che dovrebbero preoccupare qualunque amministratore pubblico”.

“Un appuntamento impattante e sempre più costoso”, Casanova aveva definito un mese prima, il 23 maggio, le citate olimpiadi degli sprechi. “Dopo una sintetica illustrazione generale cominceremo ad analizzare ogni singola opera”, preannunciò. Non senza ricordare le miserie olimpiche del Piemonte dove  “le strutture del bob, dello slittino, i trampolini del salto sono abbandonati, in piena incuria”. “E intanto”, concluse, “la lista delle spese si gonfia”.

I trampolini d’oro insegnano…

E ora aspettiamo, vero Luigi?, l’annunciata “analisi di ogni singola opera”.

Per concludere, c’è qualcosa di male se MountCity fa squillare la sua modesta campanella d’allarme per i trampolini di Predazzo, senza aspettare il benestare degli ambientalisti? Non sembra proprio il caso d’inquietarsi e mandare rettifiche come se questo blog – liberissimo peraltro di decidere sugli argomenti da trattare – non avesse sempre fatto volentieri da portavoce alle campagne degli ambientalisti. Ai quali vanno comunque i più amichevoli auguri per la riuscita delle loro battaglie.  (Ser)

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