Carolin e l’eroica Graziella

Il Registro delle Bici Eroiche destinato a  recuperare e quindi far rivivere un sentimento di amore autentico verso il grande ciclismo di un tempo fatto di fatica e sofferenza, di epiche sfide e grandi imprese, potrebbe riservare un posticino alla Graziella. Questa “eroica” pieghevole dei nostri nonni frichettoni non smette di stupirci. Il suo aspetto vintage sembra conquistare nuove clientele soprattutto nella versione elettrificata. Ha fatto parlare di se una Graziella per il raid compiuto dalla Germania all’Italia passando per la Svizzera. In sella una signora tedesca, Carolin Bleisteiner (foto), partita dalle parti di Friburgo e scesa fino al Trentino per approdare sulle rive del lago di Garda. Il tour si è  consumato in sette eroiche tappe.

La prima tappa andava da Oberstdorf al rifugio Freiburger (a 1.931 metri). La seconda dal rifugio d’arrivo a Klosters, passando per il valico Schlappiner (2203 metri di altitudine). La terza da Klosters a S- chanf, salendo sulle rampe del passo della Scaletta (2606 metri). La quarta tappa partiva da S-chanf e ha segnato il passaggio dalla Svizzera all’Italia con traguardo a Bormio, passando per i passi Chaschauna (2694 metri, Cima Coppi) e Alpisella (2268 metri).

Le ultime tre tappe sul suolo italiano, con la quinta da Bormio a Edolo, superando il mitico passo Gavia (2.621 metri). Sesta tappa attraverso il gruppo dell’Adamello, fra la Valcamonica (partenza da Edolo) e arrivo nel Chiese, a Cimego, scavalcando il Passo di Campo (2.288 metri). Infine, ultima fatica, da Cimego a Riva del Garda, salendo a Tremalzo (1.974 metri). Che cosa pretendere di più da una sia pure eroica Graziella?

 

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