Olimpici salti, torna la belle époque dello sci

Si discuteva, prima della Grande Guerra, se occorresse più fegato per saltare con gli sci da un trampolino o per gettarsi a capofitto su una pista ghiacciata in una prova di discesa libera. Le incerte riprese in bianco e nero dell’epoca davano ragione a chi giudicava insuperabile e terrificante lo spettacolo del salto, anzi del volo, con gli sci. I saltatori sfioravano le cime degli alberi e talvolta agitavano freneticamente le braccia come uccelli nel tentativo disperato di sostenersi in volo.

Il meglio lo davano nell’atterraggio: inginocchiati in perfetto stile telemark, si arrestavano imperturbabili a un pelo dalla staccionata. Questa belle époque dello sci forse è giusto che riviva nelle Olimpiadi Milano-Cortina del 2026. Anche se certi storici trampolini sono spariti come è capitato a Sankt Moritz Bad, ovvero sono caduti in disuso come la struttura di Zuel a Cortina. I pochi adepti rimasti del salto con gli sci avranno a disposizione nel 2026 i più recenti trampolini della val di Fiemme, a pochi passi da Predazzo. Il prezzo da pagare è pari a 23 milioni e 592.000. Questa l’entità del finanzamento approvato dalla giunta provinciale di Trento per i lavori di adeguamento dello stadio del salto “G. dal Ben” in località Stalimen in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Il Comune di Predazzo dovrà presentare entro sei mesi dal provvedimento approvato il 10 settembre la documentazione tecnica necessaria ai fini della concessione definitiva del finanziamento. Come indicato nel Dossier di candidatura alle Olimpiadi del 2026, la Provincia ospiterà quattro specialità nelle sedi agonistiche di gara dello stadio sci di fondo di Lago di Tesero, stadio salto con gli sci “G. Dal Ben ” di Predazzo e stadio del ghiaccio Ice Rink di Baselga di Piné, che sono di proprietà e disponibilità dei Comuni. Tali strutture sono già da molti lustri sede di competizioni internazionali riconosciute e consolidate e hanno requisiti e caratteristiche di valore sovracomunale.

Nessun ambientalista finora ha da obiettare e nemmeno da alzare indignato il sopracciglio. Anche se 23 milioni per adeguare dei trampolini non sono bruscolini. Quante aule scolastiche belle e sostenibili si possono realizzare con questa cifra? Del resto, non si tratta di nuove strutture. Anche per questo motivo gli ambientalisti evitano di chiedere esplicitamente al CIO di estromettere questo sport che ha fama di sobrietà e non dovrebbe contribuire all’aumento della diffusione della CO2 in atmosfera. 

Il trampolino di Zuel a Cortina durante i Giochi invernali del 2026 (ph. Serafin/MountCity). In apertura un moderno saltatore.

Sobrietà e parsimonia emergono di sicuro da un’immagine scattata ai lontani Giochi di Cortina 1956 dalla cima del trampolino di Zuel, durante le riprese di “Vertigine bianca”, il film ufficiale. Non fa forse tenerezza quel saltatore con la papalina di lana, i lunghi sci di legno, gli scarponi di cuoio con le allacciature, gli attacchi tipo “kandahar” a trazione? Nella foto si nota una piccola folla radunata in basso sullo sfondo. Il nostro atleta con il pettorale numero 17 attende pensoso e con il cuore in tumulto, aggrappato a una catenella, che gli dia il via il giudice di gara, quel signore con il cappotto sulla destra. Forse, e chi se lo ricorda più?, con un fischietto. O agitando un campanaccio. (Ser)

3 thoughts on “Olimpici salti, torna la belle époque dello sci

  • Pingback: Trampolini d’oro nell’olimpiade degli sprechi – MountCity

  • 15/09/2021 at 16:50
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    Non è vero che nessun ambientalista si sia pronunciato. 23 milioni sono uno scandalo visto che i trampolini funzionanti già ci sono. Come sono uno scandalo 11 milioni per le piste di fondo a Lago già esistenti. e ancor di più 37 milioni per la pista di pattinaggio, 16 per una inutile strada dalla val di Cembra all’altopiano di Pinè. E perchè tacere la vergogna delle piste di passo Lavazè destinate allo skiroll in pieno area a pascolo e dopo aver distrutto centinaia di pini cirmoli di oltre 300 anni di età? Gli ambientalisti, perlomeno quelli referenti a Mountain Wilderness hanno sempre seguito e denunciato questo sperpero di risorse, mentre si chiude l’ospedale di Cavalese e lo si depotenzia di servizi. milioni e milioni gettati al vento per pochi sportivi esaltati e con i debiti che ricadranno per decenni sui comuni (Predazzo getta oltre 400 mila euro l’anno per i trampolini, Baselga oltre 150 mila per la pista di ghiaccio come è oggi, immaginate quella di domani quanto costerà).

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  • 11/09/2021 at 15:50
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    PAZZESCO… ANCHE LA PISTA DA BOB E’ INUTILE! Possibile che nessun parlamentare si offende per questi soldi buttati?

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