Troppi ciclisti sui sentieri, ecosistema a rischio

“Venti chilometri di tracciati, un carico non più sostenibile”. Il grido d’allarme proviene dalla Forestale di Riva del Garda. “I bikers sui sentieri stanno distruggendo l’ecosistema della Riserva del Monte Brione”, specificano i forestali. Chi ha autorizzato venti chilometri di tracciati per ciclisti mettendo a repentaglio un ecosistema il cui valore è incommensurabile? E’ ancora ammissibile che associazioni ambientaliste come il Club Alpino Italiano promuovano l’utilizzo delle mountain bike, spesso a pedalata assistita, su “percorsi oggettivamente incompatibili” come risulta da un editoriale del presidente generale del Cai sulla rivista ufficiale? 

“È un quadro estremamente preoccupante”, si legge sul quotidiano L’Adige, “quello che emerge dalla relazione sul degrado ambientale della Riserva naturale del Monte Brione, redatto dalla Stazione Forestale di Riva del Garda. Il traffico indiscriminato e selvaggio di mountain bike sta rovinando il biotopo e mettendo a serio rischio flora e fauna, l’intero ecosistema di uno degli angoli naturalistici più belli e delicati non solo dell’Alto Garda ma di tutto il Trentino”.

La Forestale si riferisce a un “vasto e incontrollato afflusso di mountain bike con la progressiva e repentina perdita degli aspetti naturalistici che hanno portato in passato all’istituzione della Riserva naturale provinciale (con una superficie di oltre 66 ettari) nonché al suo incorporamento nelle rete ecologica internazionale Natura 2000 quale Zona speciale di conservazione (Zsc)”. 

Peccato che solo ora, dopo avere contribuito a questa situazione promuovendo il cicloescursionismo, il CAI si decida a chiedere (citiamo sempre dalla sua pubblicazione ufficiale) “una regolamentazione nella frequentazione dei sentieri, con l’individuazione di regole ed eventualmente divieti”.

Come si è riferito di recente in mountcity, i sentieri devono intendersi destinati a un uso coerente con la loro genesi, quindi con chi cammina. E sotto questo aspetto una lezione viene impartita sui percorsi svizzeri dove perentorio è l’invito ai ciclisti, con carteli posti lungo i percorsi, a dare la precedenza a chi cammina, specie nei punti in cui sentieri sono particolarmente stretti e ripidi. Questo non significa vietare la percorrenza in bici dei sentieri e cancellare il cicloescursionismo. Significa dare vita a un’attenta analisi della situazione e delle conseguenze sull’ecosistema, come giustamente invita a fare il presidente generale del Cai. (Ser)

One thought on “Troppi ciclisti sui sentieri, ecosistema a rischio

  • 11/09/2021 at 16:07
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    Quando la stalla è aperta ed i buoi sono scappati, si cerca di provvedere a non ripetere l’accaduto. Ieri, 10 settembre, ho notato sul sentiero che ho percorso nel PARCO NAZIONALE DELLA MAIELLA, diversi cartelli si segnaletica per MOUNTAIN BIKE. E’ vero, c’è la raccomandazione di far attenzione agli escursionisti, ma… NO A NON FRENARE! Ho notato per questo motivo, tanti solchi che con l’acqua piovana si sono allargati. E NON FINISCE QUI!

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