Dolomiti senza pace / Assalto a passo Santner

E’ “guerra ad alta quota” nelle Dolomiti per i rifugi di montagna che vengono trasformati in hotel. In Alto Adige è scontro tra le associazioni di settore, in testa Club Alpino Italiano e Alpenverein Suedtirol (il Cai in salsa sudtirolese), e la Provincia Autonoma per la concessione data per l’ampliamento del rifugio Passo Santner, luogo mito per l’alpinismo nelle Dolomiti, in particolare nel gruppo del Catinaccio, famoso nelle leggende di Re Laurino per il fenomeno dell’enrosadira, ovvero la luce del tramonto che tinge le montagne di rosa. Il progetto prevede una struttura di tre piani, un edificio a forma triangolare che potrà ospitare tra le 28 e le 32 persone contro le 8 della piccola struttura esistente.

Gli escavatori sul passo Santner hanno intanto iniziato a lavorare. In quota sono stati trasportati un paio di container per deposito attrezzi, una ruspa, altri macchinari e attrezzi edili. Il contestato cantiere del nuovo rifugio sul Catinaccio, a 2.734 metri, diventa visibile, ma le associazioni alpinistiche non si arrendono. I proprietari hanno ricevuto la concessione edilizia per la demoricostruzione del vecchio rifugio Santner, ai piedi di cima Catinaccio. Ma Carlo Alberto Zanella (presidente del Cai Alto Adige) annuncia che la battaglia continua: “Siamo disposti a presentare un esposto, se ne ravviseremo gli estremi”.

La assessora all’Urbanistica Maria Hochgruber Kuenzer si schiera a favore di una modifica alle regole del gioco: “Le associazioni alpinistiche devono essere consultate sempre sull’evoluzione dei progetti, non solo sulle fasi iniziali”. Sullo sfondo c’è la discussione su che cosa debba essere la montagna oggi, come debbano essere riqualificati o ricostruiti i rifugi storici. 

La strada di Antersasc, i rifugi Coronelle e Passo Santner sono i casi su cui si mobilitano Cai, Avs e diverse associazioni ambientaliste, che spingono la Fondazione Unesco a spendersi di più. No alla montagna in stile Disneyland, questa la sintesi. “In settembre avremo finalmente un incontro con Mario Tonina, vicepresidente della giunta provinciale di Trento e presidente della Fondazione Unesco”, annuncia Zanella.
Il cantiere al Passo Santner è dunque iniziato. Zanella anticipa: “La concessione edilizia purtroppo c’è. Ma vogliamo verificare esattamente che cosa accade. Siamo in presenza di una demoricostruzione o di una vera e propria nuova costruzione, spostata dalla collocazione originaria? Ricordiamo che siamo all’interno del Parco naturale Sciliar Catinaccio, con regole precise su ciò che si può costruire o meno”. Quindi la presa di posizione: “Se fosse necessario, presenteremo un esposto”.

l progetto iniziale del rifugio Santner prevedeva 42 posti letto. Dopo due pareri negativi (non vincolanti) della commissione paritetica tra Provincia, Cai e Avs, il progetto è stato ridimensionato. Tra le modifiche, una riduzione dei posti letto, che saranno 28-32, rispetto alla dozzina di oggi. Ma è la procedura che viene contestata. Riferisce Zanella: “La terza versione del progetto non è stata nemmeno sottoposta alla commissione paritetica sui rifugi. Questo non è accettabile”. L’assessora Maria Hochgruber Kuenzer si dichiara d’accordo: “Dobbiamo capire come intendiamo andare avanti. Cai e Avs devono esser messi nelle condizioni di fornire il loro giudizio su tutte le fasi della progettazione. È vero che si tratta di un parere non vincolante, ma la loro esperienza ha un peso che non possiamo sottovalutare. Mi auguro che vengano modificate le regole sul funzionamento della commissione”.
Quanto al rifugio Coronelle, la nuova versione del progetto si trova al vaglio della conferenza di servizi provinciale. Lo fa sapere l’assessora che dovrà valutare quali pareri chiedere: probabilmente verranno contattati, tra gli altri, la Fondazione Unesco, Cai e Avs. (Fr.G.) 

One thought on “Dolomiti senza pace / Assalto a passo Santner

  • 08/09/2021 at 23:23
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    stanno muovendosi ovunque per urbanizzare si fermano solo con vincoli assoluti ma i mandanti degli sfaceli sono gli stessi che li dovrebbero fermare. piccolissimi borghesi nauseanti rubano il bello che loro non possono vivere

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