Vie storiche / Un rifugio prealpino ante litteram

Nell’Alto Medioevo strutture religiose chiamate Xenodochia e Hospitia sorsero lungo le principali direttrici affiancandosi alle locande soprattutto in prossimità degli attraversamenti alpini o in prossimità di importanti centri religiosi. L’Ospizio del passo del Gran San Bernardo resta come esempio. Ora questa funzione di accoglienza in alta quota è svolta dai rifugi in cui l’ospitalità talvolta ricorda ancora quella delle antiche istituzioni medioevali.  

Anche la prima edificazione del monastero di San Pietro al Monte di Civate sul pendio scosceso del monte Pedale, nella seconda metà dell’VIII secolo, determinò come sua conseguenza la realizzazione successiva di diversi oratori ed edifici di complemento funzionale e d’appoggio al monastero stesso, tra cui Hospitia d’accoglienza e cura, destinati ai viandanti ed ai numerosi visitatori dello stesso complesso monastico.

A Civate resta traccia di almeno due hospitali e Il più noto è certamente il Pellegrino, sorto a partire già dal IX secolo ed adibito a ricovero gratuito per ospiti di vario genere. Fungeva pure da hospitale, a supporto dei viandanti e dei devoti che, diretti a Roma o a Compostela dal centro Europa, sostavano presso l’antica abbazia di San Pietro e Calocero in paese, venerando poi le sacre reliquie più antiche sul monte.

Questo antico edificio, abbellito nei secoli da pregevoli affreschi, è tuttora perfettamente conservato e visitabile e rappresenta un esempio raro in tutto l’ambito alpino e prealpino.

Nella più antica ala settentrionale dell’edificio si apre il portone d’ingresso, in semplice legno massiccio, che s’affaccia sull’antica strada romana che collegava Bergamo a Como. Questo introduce a un passaggio sopra cui si trovano le sale dipinte in cui un tempo si aprivano solo strette finestrelle a sesto acuto. A fianco del passaggio si apre sulla sinistra una stalla. Precede il cortile un basso porticato sostenuto da due colonne diseguali, realizzate con materiale edilizio di recupero da costruzioni molto più antiche. Segue il grande salone “a giorno” con camino.

Il piano superiore è composto da un ampio salone con due finestre sul cortile e tracce della presenza di un camino. Scendendo due gradini si accede a un ambiente più angusto sulla cui limitata parete meridionale si ritrova ancora un’immagine di Sant’Agata accanto a una Santa Barbara. Da qui si accede alle due meravigliose sale dipinte. Queste sono un’esplosione di colori in cui si svolgono due cicli d’affreschi cortesi e di caccia, tra festoni, nastri, stemmi nobiliari con simbologie sacre da cui si evince il costante riferimento alla corte visconteo sforzesca. Si potrebbe presumere che la grande sala con camino servisse da dormitorio comune, mentre le salae pictae fossero riservate agli ospiti di riguardo.

Ora il Pellegrino è affidato alla preziosa cura, manutenzione, tutela e promozione culturale dei giovani dell’Associazione Luce Nascosta che ne consentono la visita.

Uno Xenodochium meno conosciuto si trovava in località Pozzo vicino al semplice Crotto che ora accoglie i moderni pellegrini che salgono a San Pietro al Monte. Collocato in cima all’erta, probabilmente aveva sostituito un’antica taberna romana. L’edificio si affacciava direttamente sul percorso della strada romana che, risalendo la collina di Civate attraverso via Del Ponte e Cà nova, attraversava come oggi il borgo murato fino al Pozzo. Da lì il percorso continuava costeggiando a nord i laghi d’Annone e Pusiano per dirigere poi verso Como. Al trivium di Incino si diramava anche a sud per raggiungere Giussano e Milano e Monza.

Dario Monti

www.viestoriche.net

L’Hospitale del Pellegrino (in apertura un interno) è affidato alla preziosa cura, tutela e promozione culturale dei giovani dell’Associazione Luce Nascosta che ne consentono la visita. Qui San Pietro al Monte sul pendio scosceso del monte Pedale (Lecco) ph. Monti/Vie Storiche

Saperne di più

Per gli interessati a una trattazione completa storica, architettonica, artistica è stato pubblicato recentemente il libro:

… RE VESCOVI ABATI, VIANDANTI E PELLEGRINI

di C. Cantoni, C. Castagna e G. Luzzana – ed. Il Faro, Oggiono, 2021

Per gli interessati alla storia dell’assistenza religiosa nel medioevo qui il PDF di Carlo Castagna:

http://viestoriche.net/indexold/Civate/Castagna/File%20VIESTORICHE%20%28Castagna%29.pdf

Per visitare l’Hospitale del Pellegrino: http://www.lucenascosta.it

e-mail: lucenascosta@gmail.com  –  cell:+39 3341334856

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