La Cortina di ferro diventata ciclabile

Dove c’era la Cortina di ferro oggi c’è una cintura verde. È la “European Green Belt”: si estende per 12.500 chilometri dal mare di Barents fra Finlandia e Russia, lambisce il Mar Baltico, attraversa la Germania e passa per l’Italia al confine fra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, per poi scendere nei Balcani. Un progetto di valore ecologico eccezionale lo definisce Alessandra Beltrame sul Messaggero Veneto del 24 settembre 2020. Un sogno diventato realtà, spiega Francesca Visentin, del coordinamento italiano della Rete Egb. Un sogno coltivato fin dal crollo dei muri ideologici e politici che dalla fine della Seconda guerra mondiale e per oltre quarant’anni hanno separato Est e Ovest dell’Europa.

Fortificazioni lungo l’ex Cortina di ferro. In apertura un incontro transfrontaliero.

Oggi la Green Belt collega 24 Paesi e, in una fascia di 50 chilometri su entrambi i lati, unisce 40 parchi naturali e più di 3.200 aree protette. “Borders separate, nature unites”: i confini separano, la natura unisce, è il motto di questo straordinario corridoio verde, importantissimo per la conservazione della biodiversità, messaggio di pace e di convivenza tra i popoli.

I 200 chilometri della Cintura verde italiana sono interamente in Friuli Venezia Giulia ed è qui che in settembre si sono celebrati gli “Egb Days”, dedicati a far conoscere il patrimonio culturale e naturale di questa area di confine. Uno spirito condiviso appieno dal Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie, che fin dalla nascita nel 1996 ha avviato una collaborazione con il confinante Parco nazionale sloveno del Triglav.

Dal 2009 i due parchi sono uniti nell’Ecoregione transfrontaliera delle Alpi Giulie, oggi Riserva di Biosfera riconosciuta dall’Unesco. Questo significa progetti comuni di studio, protezione, conservazione e informazione. Il bellissimo Dom Trenta, nell’omonima valle, è la sede dell’Ecoregione: una serie di edifici con museo, centro visite, alloggi, da cui partire per l’esplorazione della splendida Val Trenta sia d’estate, sia d’inverno. Poco distante, il giardino botanico alpino Juliana, unico nel suo genere, voluto nel 1926 dal triestino Albert Bois de Chesne su ispirazione di Julius Kugy, lo scopritore delle Giulie.

La settimana della Green Belt ha debuttato con l’escursione transfrontaliera dalla Slovenia al Friuli in e-bike, nella quale i rappresentati dei parchi e gli esponenti del mondo della cultura e dell’informazione italiani e sloveni sono saliti sulle biciclette elettriche e hanno unito pedalando Trenta a Prato di Resia, sede del Parco delle Prealpi Giulie, toccando alcuni luoghi simbolo della Grande Guerra e della Cortina di Ferro, con un itinerario lungo il fiume Isonzo fino a Bovec, poi al Valico di Uccea e a Sella Carnizza.

Dal Centro visite di Trenta, la pedalata ha seguito il corso dell’Isonzo fino a Velika Korita, la Grande Forra del fiume, che si trova vicino all’abitato di Soça: un tratto di 750 metri nel quale l’Isonzo scorre fra bianche pareti calcaree profonde fino a 15 metri. Poi una sosta al cimitero austro ungarico di Bovec dove riposano 546 fanti caduti nella Prima guerra mondiale e un’altra alle pendici del versante sud del monte Canin, per ammirare la diversa morfologia rispetto al lato italiano. Poco oltre, sulla parete della montagna, la Slap Boka è la cascata dalla quale fuoriescono le acque che si raccolgono nelle cavità carsiche del Canin; in Val Raccolana ha la sua omologa nello spettacolare Fontanone di Goriuda, che si ammira poco sotto Sella Nevea.

Un aspetto dell’European Green Belt (Cintura verde)

Al valico di Uccea una sosta doverosa (e un brindisi) per ricordare i tempi in cui al confine c’erano i doganieri e i controlli. Ora non più, ma c’è chi invoca nuove chiusure.

“La natura non ha confini, la sua protezione nemmeno”, ha ribadito Stefano Santi, direttore del Parco Prealpi Giulie. Sella Carnizza è un bucolico spartiacque fra i bacini idrografici di Tagliamento e Isonzo, con un ritrovo-rifugio, “Al botton d’oro”, capace di rifocillare più di un’affamata comitiva. A Lischiazze l’ex caserma è diventata la Tana di Resia: otto posti letto con cucina e un piccolo spaccio di prodotti locali per accogliere i viandanti. Lo stesso a Prato, approdo finale e sede del Parco Prealpi Giulie: la foresteria in piazza quest’estate ha fatto il pieno di camminatori. Splendida occasione per vivereimmersi nella ritrovata pace di questa natura magnifica.

Per saperne di più: Associazione Rete italiana Egb, rete.egb.it, parcoprealpigiulie.it

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