Giovani ugole cercansi. In crisi a Trento il Coro Dolomiti

Il Coro Dolomiti di Trento rischia di sparire. Sarebbe un duro colpo per gli appassionati dei canti alpini e per la città di Trento. Due le cause. “Il Covid ci ha fermati, e mancano i giovani”, spiega affranto il presidente Giacomo Santini, già senatore, leggenda del giornalismo trentino. Ne dà notizia il quotidiano L’Adige del 26 agosto. Il complesso diretto dal maestro Tarcisio Battisti, docente di Conservatorio, ha festeggiato nel 2019 i 70 anni di storia. Oggi di anni ne ha 72. E 72 è anche l’età media dei suoi coristi. Per scongiurare la fine della storia del coro si esaminerà anche la riduzione della compagine corale dai 30 coristi standard a una formazione più piccola, di 20-22 elementi.

“Dopo Sosat e Sat siamo il terzo coro della città”, ricorda Santini, “ma purtroppo non abbiamo come bacino una forte associazione come i due complessi citati. Paghiamo questo scotto. Al momento non sono pessimista. Sento più voci che vogliono andare avanti. Certo, per un coro come il nostro, che nelle ultime estati cantava soprattutto nei rifugi, le restrizioni anti-Covid sono state pesanti, visto che in quota gli spazi già erano ridotti. L’età avanza per tutti e a differenza dei cori di paese, dei sobborghi di Trento e delle valli, per noi è difficile il reclutamento. Nei piccoli centri entrano nel coro anche i giovani, seguendo padri e nonni. In città è diverso, soprattutto oggi. Con il Covid siamo fermi ormai da un anno e mezzo. Qualche corista del Dolomiti si è tenuto in allenamento, per la voce, facendo prove con qualche altro coro. Ma, ripeto, nulla è deciso. Ci troviamo a metà settembre in assemblea e decideremo cosa è meglio fare, con una serena analisi di prospettiva”.

Una domanda s’impone: la crisi non dipende forse dal fatto che in montagna non si sente più cantare? (Ser)

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