Zermatt celebra Lucy Walker. Fu la prima donna sul Cervino

“Nessuna vetta sopra di lei” è la frase che accompagna a Zermatt un gigantesco affresco dell’artista svizzero-tunisino Jasm One. Si riferisce all’inglese Lucy Walker, la prima donna a conquistare il Cervino 150 anni fa. L’omaggio riguarda però tutte le alpiniste e questo spiega perché il volto della scalatrice appare tagliato. Il murale di 200 metri quadrati, alto 18 metri, è stato completato quest’estate in due settimane “in condizioni difficili, tra piogge e temperature invernali”, afferma l’associazione Art Valais Wallis. Un omaggio sofferto, ma il personaggio sicuramente lo meritava.

L’affresco accoglie i visitatori proprio di fronte alla stazione dove termina la sua corsa il trenino che sale da Brig. In primo piano un triangolo blu simboleggia il Cervino. All’interno di questo triangolo un’immagine d’archivio della Walker. Sullo sfondo una donna con una corda da alpinismo in spalla.

Lucy Walker (1836-1916). “No peak rise above her” (Nessuna vetta sopra di lei) è la scritta che appare sull’affresco realizzato a Zermatt dall’artista Jasm One (foto in apertura). 

La Walker salì in vetta al Cervino il 22 luglio 1871, sei anni dopo la scalata drammatica del connazionale Edward Whymper. Quel giorno Lucy scalò in gonna di flanella ma sotto, per resistere al freddo, portava di nascosto i pantaloni. Così imponeva alle donne la morale non solo dell’epoca ma anche degli anni successivi.

Lucy era già salita sul Lyskamm nel massiccio del Monte Rosa, e sul Piz Bernina nei Grigioni. Un anno prima aveva compiuto la prima ascensione del Balmhorn, nelle Alpi bernesi, in compagnia dell’affezionata guida locale Melchior Anderegg, una leggenda dell’alpinismo. Fu all’età di 35 anni che affrontò i il Cervino legandosi a suo padre Frank, un ricco commerciante di Liverpool. Fecero parte della cordata cinque guide capeggiate dallo stesso Anderegg. 

Lucy Walker scomparve nel 1916 a 80 anni. Nel 1907 creò (e presiedette) il Ladie’s Alpine Club in risposta al divieto per le donne di aderire al Club alpino britannico. Un ostracismo che caratterizzò a lungo, fino agli anni settanta, non pochi club alpinistici di tutto il mondo. (Ser)

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