“La Fondazione Unesco sbaglia”. Sordini premiato impugna la frusta

Federico Sordini, titolare nelle Dolomiti di un’azienda di abbigliamento, è stato premiato con la Bandiera Verde di Legambiente per “essersi avventurato”, come si legge nella motivazione, “su percorsi nuovi e creativi dell’imprenditoria”. In che modo? Producendo capi  con lana organica e certificata contro il maltrattamento degli animali, coinvolgendo molte donne in un’attività che punta a trasformare in cooperativa con corsi di formazione per la manifattura diffusa. L’azienda si chiama Elbec, e affonda le sue radici in Val Pettorina, dove l’imprenditore vive con la sua famiglia.

Sordini ha deciso di vivere e fare impresa in montagna dopo molteplici esperienze in giro per il mondo. Per questo si è trasferito nell’Alto Agordino, dove l’economia si basa pressoché esclusivamente su due attività: lo sci e più in generale il turismo, e la Luxottica. Non essendo interessato a queste occupazioni, inizialmente si è dedicato alla coltivazione di terreni progettati nel pieno rispetto degli ecosistemi naturali. È perfino riuscito a coltivare lo zafferano più alto d’Italia (a 1500 metri). 

La copertina dell’opuscolo di Legambiente con i vincitori delle Bandiere Verdi e i responsabili delle “lacerazioni del territorio”.

L’idea dell’abbigliamento ha però funzionato meglio. Le nuove tecnologie e la vendita online gli hanno permesso di farsi conoscere all’interno di una comunità di persone che da un lato amano le attività outdoor in montagna e dall’altro hanno una spiccata sensibilità ambientale.

Come riferisce “Fatti di Montagna”, Sordini non risparmia frecciate alla Fondazione Dolomiti Unesco. Notevole è la sua stroncatura di una serie di spot verdi ruspanti sulla piattaforma Youtube destinati a informare il turista sui comportamenti più corretti da tenere durante il soggiorno in Dolomiti. Il protagonista di questi spot è l’Om Salvadech, una figura mitica che negli spot è terrorizzato dai comportamenti dei turisti. Peccato che, secondo Sordini, questa narrazione mediatica tenda a concentrare l’attenzione sull’impronta ambientale delle singole persone tralasciando le responsabilità di un sistema economico basato sullo sfruttamento e la predazione delle risorse rinnovabili o meno. 

“La Fondazione Unesco”, spiega l’imprenditore, “insiste sul fatto che non si debbano raccogliere fiori e rocce, tralasciando gli sbancamenti che vengono realizzati in piena area Dolomiti Unesco per la creazione di nuove piste da sci oppure per il passaggio della rete di innevamento artificiale. Nei video il mostro dolomitico inorridisce di fronte al prolungarsi della doccia in rifugio ma non menziona i bacini di ritenzione per l’innevamento artificiale e non si scandalizza di quanta acqua venga utilizzata per innevare giornalmente le piste dolomitiche in inverno: acqua che basterebbe in un solo giorno per fare tutte le docce della vita del singolo turista”.

Commenta la notizia.