Incubo bikers sui sentieri della Paganella

Nei week end si calcola che in media non meno di seicento biker siano impegnati in adrenaliniche discese sui sentieri della Paganella (Trento) dopo essere saliti con gli impianti. “Sono tutti giovanissimi, scendono come proiettili. Eppure il sentiero è segnato in bianco e rosso, i colori dei percorsi escursionistici”, osserva Francesca Chisté in una lettera indirizzata alla Commissione sentieri della Sat (Società Alpinisti Tridentini) ripresa dal quotidiano L’Adige alla cui preziosa fonte in line ha attinto MountCity riprendendo a sua volta tale testimonianza. L’argomento è a dir poco scottante nel periodo delle vacanze estive e altre volte è capitato di doversene occupare in questo sito. Troppi ciclisti, per fare un esempio, escono dal tragitto creato per il downhill sulla Plose, il comprensorio che sovrasta Bressanone, e usano il percorso degli escursionisti. Ci vorrebbe più disciplina spiegò un paio d’anni fa il presidente della Federazione Protezionisti Sudtirolesi Klauspeter Dissinger. “Non ho niente da ridire sulle piste dedicate al downhill”, spiegò Dissinger, “è giusto che chi ama questo sport abbia la possibilità di praticarlo, a patto però che il rispetto per l’ambiente rimanga al primo posto”. Parole al vento. La pista per il downhill sulla Plose, come avviene dovunque si pratichi tale specialità, presenta anche problemi di sicurezza dal momento che vi si registra almeno un incidente per settimana e spesso i soccorritori sono costretti a camminare per oltre mezz’ora per raggiungere il posto dell’infortunio.(Ser)

La lettera di un’escursionista

Domenica 21 giugno sono partita a piedi da Fai della Paganella sul sentiero escursionistico Tre-Tre alla volta di malga Zambana. Il parcheggio a Fai, che serve normalmente le piste da sci, era già stracolmo e ho intuito che fosse per un raduno di biker da downhill o altra disciplina cosiddetta gravity (le competizioni sportive sono infatti al momento sospese), dato che la pista da sci era trasformata in circuito, con dei salti ben visibili creati appositamente in prossimità della curva sulla strada provinciale.

L’amara sorpresa, però, è stata che anche il sentiero escursionistico da noi percorso (eravamo in due) fosse invaso da biker che scendevano dalla Paganella in downhill, per cui ci siamo trovati ininterrottamente questi biker (svariate decine) sulla sommità delle frequenti e ripide discese, proprio di fronte a noi e che a volte si scorgevano all’ultimo momento scendendo a valle a velocità molto elevate, con controllo del mezzo comprensibilmente limitato giacché il tipo di pratica, si sa, comporta inevitabili piccoli sbandamenti. Questo ci ha visti costretti a stare costantemente all’erta e a spostarci ove possibile di lato, lungo i fianchi stretti della montagna, per far loro strada (e non essere travolti, soprattutto).

Ho cercato più volte ove possibile di segnalare la presenza anche di altre persone dietro di noi sperando che rallentassero o almeno si facessero più attenti, tuttavia i biker, tutti abbastanza giovani, sembravano piuttosto indifferenti alla cosa e, al più ringraziando per la tratta lasciata libera o per la segnalazione, procedevano nella loro velocità adrenalinica.

Nonostante io frequenti la montagna da più di 25 anni, mi sono vista in reale, costante pericolo ma ormai era tardi per tornare indietro e soprattutto non avevo alcuna intenzione di ritrovanrmi in una situazione ancora più pericolosa, con i biker provenienti da dietro; il mio unico obiettivo è stato quindi quello di raggiungere al più presto cima Paganella passando dalla pista da sci per rientrare tramite gli impianti di risalita fino all’abitato di Andalo, come mio malgrado ho fatto.

Sono ora a chiedervi: è possibile che vi sia un unico tracciato per escursionisti e per biker che praticano downhill, peraltro presenti a frotte? O sono stata sfortunata io? Più volte ho cercato di decifrare la segnaletica del sentiero ma non ho trovato indicazioni utili in tal senso, il sentiero era segnato come tutti i sentieri CAI-SAT con segnaletica orizzontale bianco-rossa e cartelli segnavia e di sicuro non c’erano cartelli che indicassero una specifica destinazione d’uso.

Di certo è che la convivenza tra i due diversi fruitori della montagna non è possibile, pena l’incolumità delle persone a piedi (basti sapere che il giorno prima, come poi ho appreso dalla stampa, si sono verificati due incidenti tra gli stessi biker, trasportati in ospedale). Mi sono vista dei proiettili puntati addosso, più volte, e ho avuto veramente paura, e questo non è possibile.

Mi sembra ci sia quindi un’unica soluzione, quella di evitare l’uso promiscuo degli stessi percorsi. Ciò può avvenire ad esempio riservando ogni sentiero all’una o all’altra delle due categorie (escursionisti e biker) e vietandone l’uso opposto; oppure stabilendo un uso alternato degli stessi percorsi (a giorni o settimane alterne). Il tutto con regole chiare e ben visibili lungo il percorso, nonché fatte rispettare. Menziono appena il fatto che l’utilizzo dei sentieri di montagna da parte di chi pratica downhill (o altre discipline affini, che al momento vanno di gran moda) comporta inevitabili effetti demolitori verso la montagna perché causa ben visibili smottamenti e scoscendimenti del terreno nonché solchi nel tracciato, cosa che penso sia nota a tutti gli esperti del settore.

Chiudo con un’ulteriore, forse banale ma non troppo, osservazione: anche la presenza sempre più frequente di orsi sulle nostre amate montagne, date le apparenti attitudini ad aggredire l’uomo pur senza sollecitazioni e il sempre minor timore dimostrato nei confronti del genere umano, dà il risultato di far venir meno la passione per una pratica così salutare e bella. L’orso sarà specie protetta, ma anche l’uomo lo è.

Francesca Chisté

Se ne è parlato in MountCity

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One thought on “Incubo bikers sui sentieri della Paganella

  • 29/07/2021 at 16:26
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    argomento molto trattato. Stessi miei problemi evidenziati in un articolo. Meno male che questi ciclisti non hanno usato l’ ELI BIKE. Bene che ha evidenziato i danni che procurano al terreno. CONCLUSIONE: NESSUNO MAI INTERVERRÀ’.

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