Valli di Lanzo / Un amore a prova di cannoni

Dell’ampio carteggio sono rimaste 365 missive ma è stato calcolato che in quindici mesi (Francesco morì nell’ottobre del ’16) i due se ne siano scambiate almeno 426, mantenendo un impegno pressoché quotidiano. “Io ti scrivo quasi tutti i giorni per lo meno un giorno si e l’altro no”, scrive Teresa il 17 agosto 2015. E Francesco le fa eco il 23: “Cara Teresin ti dico non passa due giorni senza mandarti nulla”. “Non desidero altro dei tuoi scritti. Una storia d’amore della Grande Guerra”, 148° volume della collana editoriale della Società Storica delle Valli di Lanzo, raccoglie questo straordinario epistolario di Teresa e Francesco. Il libro, a cura di Giancarlo Chiarle, Teodora Caglio e Valentina Colombatto, viene presentato sabato 7 agosto alle 17.30 a Traves (Torino) presso la Società Cooperativa di Consumo, via Malerba 14. 

Il libro, di 288 pagine, contiene 31 illustrazioni in bianco e nero e a colori. Il fortunoso ritrovamento delle lettere risale ormai a diversi anni fa e l’impegno caparbio di un gruppetto di ricercatori hanno consentito il recupero del carteggio tra Teresa Bergagna, locandiera della Villa, e Francesco Perino, arruolato come “zappatore”, una giovane coppia di Traves separata e poi travolta dalla prima guerra mondiale. 

Nella nostra era della comunicazione globale può sembrare strano pensare che, poco più di cento anni fa, il servizio postale fosse l’unico strumento che i due coniugi, sposati da poco e con una bambina di neppure due anni, avevano per tenersi in contatto. Grazie all’istruzione che aveva ricevuto, certamente superiore alla media del paese, Teresa sapeva scrivere in modo sciolto e coinvolgente. Per Francesco, che veniva da una famiglia di chiodaioli, scrivere era invece una fatica che imparò poco per volta ad affrontare grazie all’incitamento della moglie e al pungolo della solitudine e dei pericoli del fronte. 

Teresa parlava delle famiglie e della vita del paese, dei richiamati e dei vuoti portati dalla guerra; Francesco, mandato a scavare trincee nella valle dell’Isonzo, delle quotidiane miserie e tragedie del fronte. 

Durante la guerra le poste toccarono le vette più alte della loro attività arrivando a quasi 4 miliardi di missive (in paesi più alfabetizzati come Francia e Germania furono più del doppio). Rari però sono i carteggi così corposi che si siano conservati, affidati agli archivi di istituti specializzati, e ancor più rari sono quelli che presentano, come questo, non solo le missive spedite dal fronte ma anche quelle da casa. 

Sul piano storico, da questa preziosa testimonianza di prima mano emerge tutta la drammaticità di quell’”inutile strage”, una mattanza di dimensioni epocali qui descritta nelle sue dimensioni reali da coloro che ne pagarono il prezzo più alto, involontari protagonisti e vittime. Ma il carteggio restituisce anche il vivido affresco dei sentimenti e delle emozioni di due sposi che, con caparbietà, mantengono viva la speranza, scrivendo una grande storia d’amore. 

Una lettera “al Caro Marito” in cui Teresa lo informa su alcuni problemi domestici.

SOCIETÀ STORICA DELLE VALLI DI LANZO 

presso Biblioteca Civica, via San Giovanni Bosco 1,

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