Carovana delle Alpi / Bandiera verde alle “Donne in campo”

La Carovana delle Alpi 2021 di Legambiente nata per “guidare i cittadini alla scoperta del territorio alpino, tra trekking, incontri e convegni” ha assegnato numerose Bandiere Verdi. Risultano infatti ben 18 quest’anno, il doppio delle nove Bandiere Nere simbolicamente conferite, invece, alle pratiche dannose che provocano lacerazioni nel territorio montano. Le bandiere di Carovana delle Alpi 2021 si inseriscono in un panorama sempre più articolato di buone pratiche della montagna. Si conferma la netta prevalenza delle bandiere verdi sulle nere. Cinque sono le bandiere verdi in Piemonte, due in Valle d’Aosta, uno in Lombardia, tre in Alto Adige, due in Trentino, due in Veneto, tre in Friuli, per un totale di 18 bandiere verdi. Le nere sono esattamente la metà e sono così distribuite: due in Piemonte, una in Lombardia, una in Alto Adige, una in Trentino ,una in Veneto , due in Friuli. 

Le 18 verdi del 2021 si aggiungono a quelle degli anni precedenti per un totale di 226 vessilli, andando così a costituire una vera e propria rete che dal 2002 è cresciuta e si è radicata lungo tutto l’arco alpino. Il numero consistente di buone pratiche monitorate costituisce un campione significativo tale da permetterci di individuare quegli indicatori di successo utili a perseguire la via della transizione ecologica in montagna. Esse stesse sono rappresentative di processi volti a superare le disuguaglianze territoriali, capaci di ridare centralità alla montagna, riequilibrare i flussi e costruire un nuovo rapporto più equo e al contempo più vantaggioso anche per la città. 

Una nuova bandiera verde riguarda l’associazione “Donne in campo”, nata nel 2007, di imprenditrici agricole, contadine, appassionate che collaborano per migliorare il loro lavoro e i loro prodotti e creano occasioni di incontro tramite la partecipazione ai mercatini, i laboratori didattici, le degustazioni guidate. Una bandiera verde, ha spiegato Legambiente, “per le buone pratiche nella coltivazione, con l’attenzione alla biodiversitа e alla fertilità del suolo, ma anche all’innovazione positiva, nel rapporto con i consumatori, nella collaborazione e aiuto reciproco”.

Il successo delle aree interne montane si misura anche sulla capacità di dare spazio a menti giovani e innovative come i Giovani facilitatori della rete RIFAI (Rete Italiana Facilitatori Aree Interne) della Valle Stura (CN) o a persone come Matteo Alberti, organizzatore di eventi outdoor, che con la Pro Loco di Valgrisenche (AO) si è inventato una nuova via nella fruizione slow della neve. Federico Sordini, imprenditore del Bellunese, è stato invece premiato per la capacità di avventurarsi su percorsi nuovi e creativi dell’imprenditoria, dimostrando così che esistono moltissime e inedite potenzialità del fare impresa in montagna. 

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