Re del Brenta e Ragno rivivono scolpiti nel legno

Due grandi amici si sono ritrovati, due persone che nel corso della loro esistenza hanno condiviso l’amore per la montagna facendola diventare lo scopo e il teatro della loro vita. L’annuncio degli addetti al turismo di Madonna di Campiglio e di Pinzolo in Val Rendena riguarda gli indimenticabili Bruno Detassis e Cesare Maestri. I due alpinisti vengono ricordati in quel di Campiglio con un’opera scolpita nel legno che li raffigura in una delle occasioni in cui, prima di passare a miglior vita, si scambiavano racconti ed emozioni legati alle loro cime. “Per me è stata un’emozione grandissima ritrovarmi lì con Cesare”, racconta Gian Maestri, figlio del celeberrimo Ragno delle Dolomiti, “e dopo pochi mesi che se ne è andato mettergli un braccio intorno alle spalle e averlo ancora così vicino”. 

Bruno e Cesare appaiono nella scultura su una panchina, vagamente rassomiglianti agli originali. L’artista li ha sorpresi mentre discutono, felici a quanto si può immaginare di trovarsi ancora una volta fisicamente al cospetto delle cime del Brenta che tanto hanno amato, in mezzo alla loro gente di montagna che con tanta amicizia li ricorda. Una graziosa idea anche se quanti hanno avuto la fortuna di familiarizzare con Bruno e Cesare preferiscono ricordarli in muscoli, nervi e ossa anziché redivivi in una scultura piuttosto funerea. Forse sarebbe stato più che sufficiente celebrare i due eroi in modo meno spettacolare immortalandoli in accurati bassorilievi bronzei come è stato fatto a Valtournenche per le glorie valdostane della montagna.

A realizzare l’opera, commissionata dalla Pro Loco Madonna di Campiglio, è stata la Scuola di Legno e di Intaglio di Praso. “La panchina in legno per i nostri ospiti è l’emblema del riposo, della sosta, che ogni escursionista agogna per dare sollievo alla fatica della salita”, spiegano alla Pro Loco. “La panchina però è anche simbolo di relazione, di vicinanza, di dialogo e di ascolto. Tutti valori che appartengono alla montagna, quella vissuta profondamente, intimamente, come attrazione fatale, ma anche come scelta di vita e di servizio: nel ruolo di Guida alpina e gestore di rifugio nel caso di Bruno, il re del Brenta, e di Guida alpina per quanto riguarda Cesare, funambolico Ragno delle Dolomiti”. (Ser)

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