Inverni nevosi, estati fresche. Così i ghiacciai si salvano

Sul ghiacciaio Presena, nel Trentino, le misurazioni sull’accumulo della neve di questo inverno non sono considerate soddisfacenti. “Siamo arrivati a cinque metri”, annuncia Christian Casarotto, glaciologo del Muse, “un’altezza che non ci può far stare tranquilli”. L’arretramento di tutti i ghiacciai alpini sembra più che mai irreversibile. “Per invertire la tendenza”, spiega Casarotto, “bisogna dare tempo alla neve di trasformarsi in ghiaccio e dopo quattro-cinque anni, dare tempo al ghiacciaio di spostarsi da monte verso valle. Ecco perché è importante un trend continuo di inverni nevosi ed estati fresche”.

Il Presena offre il vantaggio di essere coperto d’estate dai teli (cinque metri di larghezza per settanta di lunghezza ciascuno) ideati per ridurre l’ablazione estiva di ghiaccio. Anno dopo anno, la superficie coperta dai teli è peraltro cresciuta: dai 40mila m² del 2014 si sono superati i 100mila m² del 2020. Già nel 2014, le analisi dell’università di Milano nel “progetto teli” hanno evidenziato valori medi di albedo (l’unità di misura del potere riflettente di una superficie) di 0,64 contro un valore medio di 0,43 per il resto della superficie glaciale. Il settore coperto in media ha un assorbimento di energia solare del 36% mentre la superficie non coperta ha assorbito il 57% dell’energia solare.

Complessivamente l’azione del telo nel modulare i flussi energetici radiativi assorbiti dal ghiacciaio porta, per il periodo di sperimentazione, a una riduzione dell’ablazione del 52%. “Senza gli interventi dei teli geotessili estivi, la situazione sarebbe probabilmente peggiore”, osserva Casarotto in un’intervista al quotidiano L’Adige, “ma certo non può e non devono essere considerati la medicina per curare né il Presena né gli altri ghiacciai alpini. La strada passa per una riduzione globale delle emissioni climalteranti. E per garantire vita a questi gioielli di ghiaccio contano molto i comportamenti e le scelte che facciamo in tutti i giorni dell’anno, anche quando siamo in città, lontani centinaia di chilometri da questi luoghi”.

Nella foto un particolare della copertura del ghiacciaio Presena, nel Trentino.

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