Abbattimenti. A chi spetta l’ultima parola

Nuove voci s’inseriscono in Trentino nel dibattito sulle linee guida della gestione dell’orso, dopo la delibera firmata il 27 giugno dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Nel documento di oltre 50 pagine l’aspetto più controverso riguarda inevitabilmente la gestione degli esemplari più problematici. Le linee guida fissano i casi in cui sarà possibile, in estrema ratio e a seguito di atteggiamenti ritenuti pericolosi o dannosi per l’uomo, disporre l’abbattimento. La parola non può a questo punto che passare agli allevatori. Il quotidiano L’Adige si affretta a mettere a fuoco la “ricetta” del presidente degli allevatori Mauro Fezzi, tenuto conto che le nuove linee guida per l’abbattimento degli orsi problematici viene senz’altro incontro alle richieste della Federazione riguardo alla gestione dei grandi carnivori. Restano comunque aperte due questioni: il contenimento del numero degli orsi presenti in Trentino, ritenuto già oggi eccessivo (sono circa 100), e il problema rappresentato dai lupi, per i quali, a differenza dell’orso, è esclusa la possibilità di abbattimento, visto che oltre a essere specie protetta non sono considerati pericolosi per l’uomo. 

Mauro Fezzi, presidente degli allevatori trentini (da L’Adige)

Gli allevatori, a quanto si legge, sono soddisfatti a metà. La decisione della giunta Fugatti viene considerata come un passo avanti ma non ancora del tutto soddisfacente. Opinione del rappresentante degli allevatori è che mettere un orso in prigione sia meno etico che ucciderlo. 

La domanda è se per gli allevatori sia più un problema l’orso o il lupo. “Diciamo che l’orso per gli animali è una minaccia inferiore rispetto al lupo” è la risposta del presidente Fezzi. “Un bovino può anche riuscire a sfuggire all’orso. Mentre al lupo no. È un animale che attacca in branco e poi è intelligente e furbo, attacca i capi deboli e non c’è speranza. Quindi in prospettiva la minaccia più grande è il lupo perché abbiamo meno possibilità di difenderci. Il lupo è un carnivoro obbligatoriamente, mentre l’orso mangia la frutta, il miele, carogne o immondizia. Il lupo no. Il problema comunque sono sempre i numeri. In Trentino ci sono 17 branchi di lupi, probabilmente ce ne sono più che in tutta la Svizzera. E se non siamo così ottenebrati dobbiamo ammettere che in Appennino il lupo c’è sempre stato e i numeri sono stabili perché c’è un prelievo illegale. Li fanno fuori, te lo dicono gli esperti, anche se non lo dicono in pubblico che ogni anno spariscono 3-400 lupi. Ma purtroppo non si vuole che venga detto, perché è politicamente scorretto. Tutti vivono di sogni, ma la realtà è questa”. 

Roberto Cingolani, ministro dell’ecologia.

“Oltre certi numeri”, prosegue Fezzi nell’intervista al quotidiano L’Adige, “orsi e lupi sono incompatibili. Se rimangono in Trentino 70-80 orsi e 10-15 branchi di lupi, uno se ne fa una ragione e sa che alcune precauzioni le deve adottare. Ma se i numeri diventano insostenibili non si può pensare poi che se uno ha dieci vitelli, li porta in malga e torna in valle con cinque. Anche se ti pagano tutti gli animali uno non lo fa più. È la gestione che rimane sconvolta. Noi auspichiamo la definizione di contingenti dei numeri sia per l’orso che per i lupi e il loro contenimento”. 

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