Arte e montagna, nuovi equilibri sul web

Arte e montagna è un binomio che trova riscontro fin dai graffiti della preistoria. Modestia a parte, anche MountCity lascia ai posteri qualche interessante graffito. A cominciare dal suo logo che vuole rappresentare il fluire dell’informazione “liquida” dei blog assumendo la forma di una montagna. Ne è autrice Chiara Ricardi, laurea in Architettura al Politecnico di Milano, artista e docente a Varese. Tra i primi artisti moderni ospitati nel 2015 nel blog che state consultando Eugenio Fasana è probabilmente tra i più geniali. Alpinista, pittore, fotografo, editore, giornalista, piccolo collezionista, Fasana nacque a Gemonio (Varese) nel 1886 e la sua vita è segnata fin dall’infanzia da un vero e proprio transfert amoroso verso la montagna. 

“Mitografia di un alpinista”, la mostra che venne dedicata a Fasana nel 2015, si propose di illustrare le molteplici sfaccettature di Fasana, dalle imprese alpinistiche alla produzione pittorica, dall’attività di scrittore a quella di editore, sulla scorta della documentazione inedita conservata nell’archivio di famiglia. 

Nella raccolta di idee e spunti confluiti nell’area “Arte in montagna” facilmente accessibili sulla barra della home page, non poteva mancare una visita alla chiesetta quattrocentesca di Crasta in Val di Fex dove sono conservate le ceneri di Claudio Abbado, indimenticabile musicista e appassionato frequentatore delle montagne dell’Engadina. “Qui spesso il maestro entrava per ammirare l’abside affrescata con una teoria di angeli e santi coloratissimi”, racconta Giuseppina Manin nel libro biografico “Nel giardino della musica”.

Ai segreti del Sacro Monte di Varese si dedicò, in una serie di articoli, Dario Monti analizzando gli scavi archeologici eseguiti nella cripta romanica e nel corridoio sotto l’altare del santuario di Santa Maria del Monte che hanno rivelato resti murari e pavimentali di una precedente chiesetta del quinto secolo.

Giochi di specchi al museo “Lumen” in Pusteria. In apertura una scultura del danese Olafur Eliasson dedicata all’agonia dei ghiacciai.

Chiara Ricardi la ritroviamo sabato 30 aprile 2016 al Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), una costruzione “a ponte” che sovrasta il torrente Giona e si affaccia sul Verbano. Nel museo è esposta una sua personale, in occasione della donazione al Museo dell’installazione ceramica a parete “Naturalis Historia”. 

Facendo un salto indietro nel tempo, Monti si chiede poi dove potrebbe essere stato ambientato il Cenacolo leonardesco. Sul dipinto, visitato ogni anno a Milano da quasi mezzo milione di turisti, è stato scritto di tutto, più che per qualsiasi opera d’arte, e più volte ci si è interrogati su questo aspetto. Un’insolita prospettiva è stata quella offerta sabato 1° aprile 2017 a Civate (Lecco) in un convegno di studiosi e ricercatori coordinati dallo stesso Monti, ingegnere di professione, appassionato gestore con la moglie Rosalba del sito www.viestoriche.net che pubblica studi originali, diari e brani di letteratura di viaggio che hanno per tema la viabilità alpina nel passato. 

A proposito. MountCity si occupò nel 2018 della mostra aperta ad Asolo e a Pieve di Cadore, del pittore cadorino Guglielmo Talamini (1867-1918) tracciando un percorso artistico ma anche turistico inedito e slow. L’esposizione rappresentò anche un invito a visitare in bicicletta, dalle Dolomiti orientali alle dolci colline trevigiane, i paesaggi cari a Talamini. Gli stessi che poi si ritrovarono alla mostra “Guglielmo Talamini, 1918 – 2018: le origini, l’arte, la solitudine tra le Dolomiti e Asolo” che celebrò il centenario di uno dei pittori veneti più rappresentativi del secolo scorso. 

Sempre al 2018 risale la nascita in val Pusteria del museo “Lumen”. Fra le attrazioni un gioco di specchi che proietta nella natura delle Dolomiti con vista mozzafiato sulla conca di Brunico…

Si è fatta strada intanto nel modo dell’arte Magdalena, figlia maggiore di Reinhold Messner, nata dalla sua unione con Sabine Eva Stehle. Venuta al mondo a Monaco di Baviera, Magdalena studiò storia dell’arte a Vienna e da qualche tempo dirige il complesso del Messner Mountain Museum in Alto Adige. A soli 30 anni Magdalena è una manager di successo, che vive a contatto con la natura organizzando eventi e iniziative. Chiara Marsili sul Corriere del Trentino del 28 marzo 2019 la descrisse come una donna protagonista tra montagna e arte, impegnata nel raccontare gli orizzonti del padre con occhi nuovi. 

Di grande interesse nel 2020 al Monte dei Cappuccini di Torino è stata la rassegna “Tree Time” di cui MountCity si è occupato approfondendone i temi. E’ stata ospitata nell’area espositiva del Museo della Montagna e prese spunto dalle dinamiche di alterazione e distruzione di boschi e foreste. L’esposizione, a cura di Daniela Berta e Andrea Lerda, è stata patrocinata da Legambiente. Numerose le iniziative collaterali.

Àiva. Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo” è stato invece un articolato piano di lavoro curato da Aldo Audisio e Laura Gallo, rispettivamente presidente onorario e vicepresidente della Società Storica, alla scoperta nel 2019 dei “segni” lasciati dell’acqua (àiva, in francoprovenzale).

Curiosa la genesi della ferrata di Varallo Sesia illuminata a giorno di cui si diede notizia nel  2020 sollevando le perplessità di chi la interpretò come una nuova tappa nella banalizzazione delle nostre montagne ridotte a rutilanti luna park. L’amico Dario Monti espresse invece ammirazione per l’indubbio effetto scenografico richiamandosi alla poetica dei pittori futuristi ai tempi delle prime centrali elettriche e delle sbuffanti ferrovie alpine. 

In tempi di lockdown il meglio della montagna, la sua intrinseca poesia, lo si è potuto godere in questo sito anche seguendo sul web le lezioni della brava Flavia Cellerino sull’arte e la montagna. In “remoto” purtroppo, ma non per questo meno appassionanti… “Herbarium vagans” è  stata invece nel 2020 una grande mostra itinerante con artisti italiani e internazionali che hanno ritratto, ognuno secondo il proprio stile, un’erba officinale che cresce tra Alpi e Prealpi.

Una segnalazione merita un evento ospitato a Biella, tra le città creative di tutto il mondo. Si è trattato dell’ottava edizione di “Selvatica – Arte e Natura in Festival”, l’evento in cui le arti visive dialogarono con la bellezza della natura diventando un filtro con cui osservare il mondo.

Il clima ha ispirato nel 2020 Olafur Eliasson, danese, definito da Vogue un artivist. Da oltre vent’anni le opere di questo singolare attivista, pardon, artivista, riguardano il cambiamento climatico. L’ultima, site-specific, fu dedicata all’agonia dei ghiacciai. Rappresentò una nuova attrazione per i visitatori che si spingono sul ghiacciaio Giogo Alto in Val Senales.

Intanto è stata aperta a Bolzano fino al 25 aprile 2020 la mostra “AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini” promossa e organizzata dalla sezione di Bolzano del Cai, con l’intento di festeggiare – con questa e altre importanti iniziative – i 100 anni dalla sua costituzione. Le fotografie esposte nel Museo Civico di Bolzano testimoniano l’esperienza del fotografo valdostano Stefano Torrione, che ha indagato a fondo per immagini riti, leggende e tradizioni popolari delle genti alpine, tra passato e presente.

Un’altra mostra presentata da MountCity ha riguardato la scoperta del mistero della vita nelle montagne, una ricerca compiuta dall’artista trentino Marcello Nebl autore di un ciclo di opere dedicate in particolare alle pareti rocciose delle Dolomiti, ciclo esposto allo Spazio Klien di Borgo Valsugana (Tn) con catalogo a cura di Fiorenzo Degasperi.

Nella pagina facebook dell’Atl Valsesia Vercelli la rubrica dedicata al racconto del territorio segnalò il “Sentiero dell’arte” che partendo da Campertogno, una delle comunità più antiche della medio-alta Val Grande in Valsesia, conduce all’Alpe Cangello, attraversando un ambiente particolarmente affascinante. Nel Canton Ticino invece è esposto fino al novembre 2021 “Il chiaro mondo dei beati” di Elisàr von Kupffer e Eduard von Mayer, un dipinto circolare scenico di quasi 9 metri di diametro realizzato sullo stile dei modelli romantici e preraffaeliti. E’ancora possibile ammirarlo al Complesso Museale di Monte Verità nei pressi di Ascona (Canton Ticino).

Una curiosità. Vi siete mai chiesti quale grido avrebbero potuto lanciare gli alberi un attimo prima della fine mentre imperversava la tempesta Vaia? In un libro la testimonianza fotografica di Manuel Cicchetti dà voce a quelle piante. Ma l’opera va oltre. E’ affidato al giornalista Angelo Miotto il compito di immaginare l’ultimo pensiero degli alberi. Ciascuno si presenta con un proprio nome (RadiceTorta, Fioretto, FustoDritto, Corteccia, TanaFelice). Il volume si richiama alla celebre “Antologia di Spoon River” in cui si racconta, in forma di epitaffio, la vita dei residenti dell’immaginario paesino di Spoon River sepolti nel cimitero locale.

Dai pascoli della val di Fiemme di metà ‘800 alla street art della Urban School di Barcellona si sviluppa invece il percorso compiuto dalle testimonianze lasciate dai pastori sulle pareti rocciose del monte Cornón, che sovrasta gli abitati di Tesero, Panchià, Ziano e Predazzo. Queste testimonianze pittoriche, realizzate con pennelli rudimentali e ocra rossa, da tempo sono oggetto di studio da parte del Museo degli usi e costumi della gente trentina, a San Michele, e hanno ispirato lo street artist catalano Jaume Gomes che le ha riprodotte, a modo suo, in diverse zone della Catalogna.

A conclusione di questa cavalcata tra vette e opere d’arte, MountCity ha voluto rimettere piede nel bellissimo Muzeum Susch fondato e creato in Engadina da Grażyna Kulczyk, imprenditrice polacca e grande sostenitrice dell’arte contemporanea. Il museo presenta questa estate “The Measuring of Time”, la prima ampia retrospettiva museale dedicata all’artista italiana Laura Grisi (1939 – 2017) dopo la sua scomparsa, realizzata in collaborazione con l’Archivio Laura Grisi di Roma e la Galleria P420 di Bologna. Ma le scorribande del nostro sito tra arte e montagne continuano. Una raccomandazione: non perdetele! (Ser)

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