Himalaya a rischio. L’intervento della Svizzera

Le zone di confine della regione himalayana rischiano inondazioni dovute al collasso di laghi di origine glaciale (Glacial Lake Outburst Flooding, o GLOF). Ne dà notizia l’agenzia Swissinfo.ch il 26 giugno 2021 non senza ricordare che cinque anni fa un disastro naturale colpì l’Himalaya cinese: gli argini del lago glaciale Gongbatongshaco, in Tibet, si ruppero il 5 luglio 2016 riversando grandi quantità di acqua gelata dalla montagna. La valanga d’acqua attraversò il confine con il Nepal, distruggendo la centrale idroelettrica Bhotekoshi e allagando l’autostrada Cina-Nepal.

Gli abitanti della zona di confine non furono informati del pericolo imminente né dalle autorità cinesi, né da quelle nepalesi. Per fortuna nessuno perse la vita, ma i danni materiali furono stimati a 70 milioni di dollari.

Un recente studio dell’Università di Ginevra pubblicato su “Nature Climate Change” stima che ci siano circa 7.000 laghi glaciali simili nella regione himalayana, uno su sei dei quali presenta un rischio molto alto per le comunità che vivono a valle. “Un gruppo di ricerca cinese, su commissione del Dipartimento acqua ed elettricità nepalese, ha lavorato con scienziati nepalesi per compiere un’indagine e un’analisi dettagliata dell’evento”, ha dichiarato a SWI swissinfo.ch uno degli autori dello studio ginevrino, il ricercatore Guoxiong Zheng.

Tuttavia, dato che ci sono attualmente 165 laghi glaciali ad alto rischio lungo la frontiera tra i due Paesi, c’è chiaramente bisogno di una maggiore cooperazione. La Direzione svizzera dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sta lavorando con il Centro internazionale per lo sviluppo Integrato della montagna (ICIMOD) in Nepal per promuovere la collaborazione sino-nepalese. “In questo momento, siamo in una fase preparatoria in cui ICIMOD sta conducendo analisi tecniche nel bacino del Koshi con i partner cinesi e nepalesi per capire dove c’è un rischio elevato di GLOF transfrontaliero e come si possa implementare un sistema di allerta precoce”, spiega Lea Zürcher, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Nella foto un lago glaciale senza nome sull’Altopiano del Tibet (Heng Li).

Fonte: https://www.swissinfo.ch/ita/ghiacciai-himalaya-clima-disastri/46728956?utm_campaign=top&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o

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