Engadina / Arte concettuale nel museo laboratorio

Museo laboratorio di nuova concezione, il Muzeum Susch è stato inaugurato nel gennaio 2019 in Engadina, fondato e creato da Grażyna Kulczyk, imprenditrice polacca e grande sostenitrice dell’arte contemporanea. Il museo, che ha sede all’interno di un campus nell’area di un ex monastero e birrificio del XII secolo a Susch, una piccola città dell’Engadina sulle Alpi svizzere, presenta questa estate “The Measuring of Time”, la prima ampia retrospettiva museale dedicata all’artista italiana Laura Grisi (1939 – 2017) dopo la sua scomparsa, realizzata in collaborazione con l’Archivio Laura Grisi di Roma e la Galleria P420 di Bologna.

Collocato in una posizione isolata e difficilmente inquadrabile in una sola tendenza degli anni Sessanta – Settanta, il lavoro della Grisi appare oggi come uno dei casi più originali e personali di arte concettuale (sensoriale e mentale allo stesso tempo) e di pensiero diagrammatico, in cui la stessa riflessione prende forma sia attraverso icone che attraverso rappresentazioni visive.

Laura Grisi,
Antinebbia, 1968. Installation view all’aperto a Roma, 1968.
Courtesy Estate Laura Grisi e P420, Bologna

All’interno di un’attività multiforme che assume quale propria basilare condizione quella del “viaggio” (dai luoghi remoti attraversati alla varietà dei media utilizzati), Laura Grisi incarna una sorta di soggetto femminile apolide e nomade che sfida le politiche dell’identità, l’univocità della rappresentazione e l’unidirezionalità del tempo.

Nata a Rodi, in Grecia, nel 1939, formatasi a Parigi e vissuta tra Roma e New York, la Grisi trascorre lunghi periodi della propria vita in Africa, Sud America e Polinesia: un’esperienza nelle culture extra-occidentali destinata a segnare per sempre la sua pratica, sempre più focalizzata sulla ricerca di un pensiero cosmico o una ‘scienza del concreto’ – come avrebbe detto Lévi-Strauss. Allo stesso modo, pur facendo della fotografia il linguaggio primario della propria ricerca, in seguito passa a una pittura definita “variabile” (con pannelli scorrevoli e tubi di neon), poi a delle installazioni ambientali dinamiche in cui riproduce artificialmente fenomeni naturali, fino ad approdare a una forma verbale descrittiva e al linguaggio matematico come strumento concettuale che impiega per esplorare i meccanismi della percezione e della conoscenza umana. 

L’intero lavoro della Grisi è uno sforzo titanico nel rendere conto dell’ampiezza, della molteplicità, della natura impercettibile così come della proliferazione senza fine di tutto il possibile, ma partendo da vincoli precisi, da gap paradossali, da limiti linguistici e semiotici, secondo un’attitudine vicina al Noveau Roman, al cinema della Nouvelle Vaguee al gruppo francese Oulipo. 

La mostra “The Measuring of Time”, concepita per Muzeum Susch, è la prima ampia retrospettiva museale dedicata all’artista. Il titolo dell’esposizione è tratto da un film in 16mm che documenta l’artista sola su una spiaggia e impegnata in un’impresa degna di Sisifo, che apparentemente non ha fine, oltre il tempo. 

MUZEUM SUSCH 

SURPUNT 78 

CH–7542 SUSCH 

T. +41 (0)81 861 03 03 

E. info@muzeumsusch.ch

www.muzeumsusch.ch

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