Ciclisti contro pedoni, ciclovie insostenibili

Richiamo per il turismo slow e green, la Ciclovia del Sole che collega Mirandola a Bologna, a poche settimane dall’inaugurazione del 13 aprile è un campo di battaglia. Impossibile mettere d’accordo ciclisti e pedoni per accertata incompatibilità. Peccato, perché non sarebbe la prima volta che le due categorie di utenti si dividono (quasi) di comune accordo una ciclabile. E invece questa volta la pista rimane riservata ai soli ciclisti mentre i pedoni sono costretti a rinunciarvi per motivi di sicurezza. Ad annunciarlo è la Città metropolitana di Bologna.

Già, la ciclovia non è un salotto. Questo sostengono da quelle parti. “Visto il grande afflusso delle prime settimane, si è valutata pericolosa l’apertura della ciclabile anche ai pedoni”, avverte la Città metropolitana. L’accesso all’itinerario, oltre ai ciclisti, è consentito “esclusivamente ai mezzi destinati alla manutenzione della ciclovia, ai mezzi autorizzati di RFI e ai mezzi di soccorso. Rimangono invece promiscui (bici e pedoni) i tratti di attraversamento dei centri abitati nei quali si raccomanda prudenza e velocità ridotte”.

E’ desolante dover constatare che siamo arrivati all’insostenibilità della mobilità sostenibile. Ma tutto il mondo è paese, e anche l’allegra Engadina è costretta a cercare rimedio alla promiscuità delle tante stradine sterrate che si sviluppano lungo i laghi, delizie per i turisti in tutte le stagioni. “Take care” è l’avviso a caratteri cubitali collocato lungo i tracciati. La regola da tenere sempre presente è che i pedoni camminino lungo il lago e i ciclisti occupino lo spazio a monte. I cartelloni, strada facendo, non fanno che ripetere “biking mountain side” e “walking lakeside”. E poi che ognuno si arrangi e soprattutto cerchi di mostrarsi Gemeinsam, cioè tollerante. Ma come può mostrarsi tollerante il bipede camminante quando viene continuamente sfiorato da ciclisti elettrificati che sfrecciano senza scampanellare e farsi alcun riguardo? (Ser)

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