“Appennini for all”. Strategie per un turismo del futuro

Un progetto comune di accessibilità territoriale dell’Appennino abruzzese. Questo in estrema sintesi il senso del progetto “Appennini for all” vincitore dell’edizione 2020 di ReStartApp per giovani imprese del territorio appenninico italiano, riconoscimento promosso e realizzato da Fondazione Edoardo Garrone (www.fondazionegarrone.it) con Fondazione Aristide Merloni (www.fondazione-merloni.it). Ne è artefice il trentanovenne abruzzese Mirko Cipollone, laureato in Analisi e gestione delle attività turistiche e delle risorse.

“L’idea d’impresa Appennini for all”, spiega il vincitore di ReStartApp esperto nell’ambito di turismo, ambiente, progettazione e sviluppo territoriale, “nasce da un’acclarata carenza di informazioni e possibilità di turismo ambientale per disabili. Prevede da un lato l’avviamento di un tour operator che funge da connettore tra domanda e offerta di turismo ambientale accessibile. Dall’altro lato prevede la creazione di una rete pubblico/privata che lavora su un progetto comune di accessibilità territoriale”.

Mirko Cipollone

Quali possono essere in questo caso le funzioni del Tour operator?

“Il Tour operator ‘Appennini for all’ si focalizza sul turismo ambientale per disabili e trova la sua collocazione nell’Appennino centrale, in particolar modo in Abruzzo, regione ricca di natura e con una posizione geografica invidiabile perché raggiungibile in poco tempo da molti grandi centri urbani e da differenti regioni. Lo scopo del tour operator è di far incontrare domanda e offerta di turismo ambientale accessibile, una domanda sempre più in crescita e un’offerta che, ad oggi, erogata da piccole realtà, stenta ad emergere in un mercato turistico ad alta competizione”. 

A chi si indirizza in particolare “Appennini for all”?

“’Appennini for all’, attraverso la sua offerta e la sua attenzione al cliente, vuole cercare di aprire le porte a tutti coloro che, finora inattivi o vogliosi di turismo ambientale ma bloccati da mancanza di informazioni e possibilità, vogliono esplorare e godere di natura e relax. Ci si rivolge principalmente ai disabili e alle loro famiglie, lavorando su offerte turistiche per persone con vari tipi di difficoltà: motorie, cognitive e sensoriali”. 

Come si conciliano le esigenze dei disabili e quelle delle famiglie?

“Si sono volute inserire tra i target anche le famiglie perché offrire una vacanza a un disabile significa regalarla anche a chi lo accompagna. È ormai confermato, anche da ricerche scientifiche, che la montagna ha effetti benefici non solo sul corpo ma anche sulla mente, e se questa teoria è vera per i disabili lo è anche per i familiari. Rilassarsi, vedere gioia e soddisfazione nel disabile, potersi confrontare con altre famiglie che condividono stessi percorsi di vita non può che giovare anche a tutti i familiari”.

Quale l’aspetto imprenditoriale più interessante?

“Il core business di ‘Appennini for all’ sono pacchetti turistici costruiti in relazione ai servizi che il territorio mette a disposizione. Questi possono essere ‘preconfezionati’ o customizzati secondo le esigenze dello user. I prodotti che si trovano all’interno dei pacchetti e sono acquistabili anche separatamente risultano essere: pernottamenti, esperienze (sport e escursioni), servizio guide turistiche e noleggio/esperienze joelette e/o SWISS-TRAC”. Nello specifico, la joelette è una sorta di carrozzina da montagna, con una sola ruota, che permette alle persone con disabilità, o mobilità ridotta, di essere trasportate da almeno due accompagnatori/conduttori lungo sentieri montani per fare escursioni, gite o trekking; raggiungendo così luoghi inaccessibili con la sedia a rotelle. Lo SWISS-TRAC, invece, rappresenta la vera innovazione della nostra impresa. Dispone di un piccolo motore elettrico con manubrio che consente a una carrozzina manuale di effettuare salite e percorsi sterrati. L’utilizzatore può agganciarlo e sganciarlo autonomamente dalla carrozzina”. 

Quali i vantaggi del dispositivo Swiss- Trac?

“Il dispositivo permette al disabile di essere indipendente e di non aver bisogno di accompagnatori o conduttori come nel caso della joelette. Oltre a rendere indipendenti, crea anche un senso di intimità permettendo a una coppia in cui è presente un disabile di affrontare da sola un sentiero di montagna”.

A che punto è lo stato di impresa e quali sono le prospettive?

“Ad oggi l’impresa non è ancora costituita ma si sta lavorando per solidificare la rete di partenariato e ci si sta operando per costruire i pacchetti turistici da offrire attraverso una campagna di marketing mirata. Un’importante agenzia di marketing denominata ‘Digital angels’ si è proposta come advisor esterno per supporto nella gestione e aggiornamento del business plan nonché per supporto nel marketing. Si sta inoltre lavorando alla realizzazione di un sito internet e alla costruzione di pagine social che serviranno da vetrina per le attività a suo tempo proposte. Per saperne di più è possibile prendere contatto all’indirizzo mail info@appenniniforall.com”.

La stagione estiva è ormai prossima, è stato fissato l’avvio dell’attività?

“Bisogna avere solo un po’ di pazienza, stiamo arrivando…L’obiettivo è di costituire l’impresa nel mese di maggio e iniziare a proporre al più presto i primi pacchetti”.

Sull’accessibilità del territorio esistono già concrete prospettive?

“Parallelamente all’avviamento del Tour Operator ‘Appennini for all’ è ora necessario creare una rete pubblico-privata con l’obiettivo di rendere il territorio accessibile”.

Perché una rete?

“Un territorio accessibile, che elimina sia le barriere fisiche sia quelle mentali, permette a tutti di agire, partecipare e arricchire la comunità. Un territorio accessibile non discrimina, ma accoglie anche anziani, bambini, genitori con passeggini e/o persone con disabilità temporanee. Occorre aggiungere che un territorio accessibile può diventare attrattivo e creare un indotto economico importante. Ci sono borghi montani che con una serie di accorgimenti poco dispendiosi potrebbero essere luoghi di forte accessibilità e dunque molto attrattivi.  Lavorare sull’accessibilità non è solo una forma etica, ma anche uno strumento di sviluppo economico”. 

La joelette è una sorta di carrozzina da montagna, con una sola ruota, che permette alle persone con disabilità, o mobilità ridotta, di essere trasportate da almeno due accompagnatori/conduttori lungo sentieri montani…

Chi dovrebbe fare parte della rete?

“La rete deve essere capace di mettere insieme tutti gli stakeholder interessati, dalle associazioni delle persone con disabilità agli albergatori, dagli attori turistici alle istituzioni locali e nazionali. Per garantire a tutti l’accesso all’ambiente fisico e/o culturale di un territorio è necessaria una visione comune. Molto spesso purtroppo l’ostacolo principale per la riqualificazione del territorio è la mancanza di collaborazione. Va poi considerato che maggior parte dei comuni montani abruzzesi è di piccole dimensioni con una popolazione che difficilmente raggiunge i 3000 abitanti e di conseguenza il potere rappresentativo di questi comuni è minimo. Una rete forte, composta da numerosi amministratori locali di aree interne, rappresenta un potere politico forte per avanzare richieste e/o finanziamenti alle istituzioni di grado maggiore come province, regione e ministero”. 

La pandemia in corso può creare ostacoli al progetto?

“Nonostante la provincia dell’Aquila sia stata una delle più colpite dal virus, con conseguente grande impegno dei sindaci e delle istituzioni per risolvere l’emergenza sanitaria, il progetto ha ricevuto già numerose manifestazioni d’interesse da parte di differenti enti ed istituzioni sia verbali che scritte”.

In definitiva, come può essere definita la mission di “Appennini for all”?

“Si può affermare che l’obiettivo più grande di ‘Appennini for all’, nell’ambito del turismo accessibile, è diffondere il concetto di accessibilità non limitandosi ad offrire un servizio per le persone con disabilità ma creando opportunità per tutti gli attori collegati, per tutto il territorio, facendo diventare così il turismo un fattore inclusivo e non esclusivo”.

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