Letture. Con “Montagne” nella capitale dell’outdoor

Paradiso del turismo attivo viene definito il Finalese nel fascicolo di Meridiani Montagne (Domus, 150  pagine, 7,50 euro) tutto dedicato a questo frequentatissimo entroterra della Riviera di Ponente e alle Alpi Liguri. Nessuno dubbio che Finale sia incontestabilmente “capitale dell’outdoor”, uno slogan con cui la nuova amministrazione ha recentemente vinto le elezioni. A questa scorribanda in carta patinata partecipa, sotto la guida del neodirettore Paolo Paci, un alpinista ormai entrato nella leggenda, il genovese Alessandro Gogna che su queste rocce si affilò le unghie da giovane in vista di imprese entrate nella storia dell’alpinismo. 

“La scoperta di quel nuovo Eldorado dell’arrampicata”, ricorda Gogna, “risale al 1968. Fu il rifiuto della montagna come sofferenza, come modalità autoritaria e codificata, come comportamento canonico, per abbracciare invece un’azione forse meno romantica, ma più gioiosa: il cosiddetto free climbing”. Un quadro che trova riscontro nelle testimonianze dei pionieri Enrico Camanni (“fu una stagione di scoperte, entusiasmi, follie”) e Andrea Parodi (“mettevamo le fasce nei capelli e vi vestivamo con jeans rattoppati…alle suole delle prime scarpette incollavamo la magica gomma Airlite”). 

Non si parla però soltanto di arrampicata della rivista. Il fascicolo offre l’occasione per ritrovare con piacere la firma di Silvia Metzeltin, altra leggenda dell’alpinismo, questa volta in veste di geologa. Passeggiando per spiagge e scogliere, Silvia ci svela come lei sa fare il bello della sedimentologia, cioè dello studio delle rocce sedimentarie. Una lettura molto istruttiva.

A Giulia Castelli Gattinara, grande firma del giornalismo “di viaggio”, è affidato il compito, invece, di andare alla scoperta  della val Pennavaire, un paesaggio che da mediterraneo si fa alpino ed è l’ultima frontiera ligure dell’outdoor. Il suo reportage corredato dalle foto di Mario Verin, un maestro nel fotografare natura e paesaggi e alpinista di valore. 

Il settore escursionismo si apre con un “viaggio” di Matteo Serafin nell’Età della pietra, tra anelli, altopiani e crinali, alla ricerca dei più antichi “alpinisti” del  Finalese: neandertaliani, sapiens e orsi delle caverne. La dettagliata cartina come sempre allegata alla rivista offre tutti i dettagli degli itinerari raccontati in queste pagine. 

E’ poi Andrea Parodi a condurci sulla panoramica cima erbosa del Monte Galero, sullo spartiacque tra la piemontese valle del Tanaro e la Val Pennavaire ligure, mentre Roberto Mottadelli esplora chiese e castelli costruiti fin dai tempi medievali con la stupenda Pietra di Finale. Un materiale questo, conferma Serafin in un reportage alla scoperta del mondo delle cave, che risplende oggi sia nei monumenti romanici sia al World Trade Center di New York. 

Una rassegna di libri curata da Cristina Zerbi, un portfolio di immagini di Andrea Gallo presentate da Luigi Dodi (“Scatti nel vuoto”), una guida del Finalese con le principali mete gastronomiche e una rassegna di attrezzature curata in ogni dettaglio da Luca Serenthà rappresentano altri buoni motivi per godersi questa monografia contrassegnata dal numero 109. Senza dimenticare, come avverte in uno spazio che gli è riservato il presidente del Cai di Finale Ligure Sergio Ponzo, che “il Finalese è un territorio immenso da curare con passione”. E a questo si dedicano per l’appunto i volontari del Club alpino ai quali è affidata la segnaletica e la manutenzione dei sentieri tra gli zero e i 1400 metri di quota. (Ser)

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