Via Francigena. Tutti invitati alla staffetta Canterbury-Roma

La Via Francigena del cui moderno itinerario in Italia si festeggia in giugno il ventennale, fa parte dei cosiddetti “cammini del cielo”, percorsi di pellegrinaggio mossi dalla fede, che in età medievale avevano tre mete fondamentali: Santiago de Compostela, Gerusalemme e Roma. Munito di “bordone” e scarsella, l’homo viator percorreva a piedi o a dorso di mulo migliaia di chilometri attraverso l’Europa medievale. Portava addosso – come conferma Dante nella “Vita Nova” – la “conchiglia” se diretto a Santiago, la “palma” se diretto in Terra Santa e le “chiavi di San Pietro” per i pellegrini Romei. 

Questa sorta di foga peregrinatoria fondata su motivazioni religiose profonde faceva parte del modello di vita medievale europeo e ne rappresentava un risvolto esistenziale: attraverso il lungo cammino denso di pericoli e incognite, un’immensa folla salmodiante percorreva su e giù l’Europa, per purificarsi e meritare il cospetto di Dio. Era un grande trekking catartico, diremmo oggi, e per di più collettivo. L’itinerario originale parte da Canterbury, in Gran Bretagna, e raggiunge Roma sulle orme di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che per primo lo tracciò nel 990 d.C. A questo altri itinerari sono venuti ad aggiungersi.

La Francigena venne riscoperta in Italia negli anni Settanta ed è stata anche al centro di un vasto progetto europeo di riscoperta e valorizzazione che avrebbe riguardato, se si fosse fatto, il collegamento fra il celeberrimo Cammino di Santiago e la Francigena attraverso l’entroterra ligure da Ventimiglia fino a Sarzana. Intanto vent’anni fa, il 7 aprile del 2001, venne sancita a Fidenza la nascita della Associazione Europea delle Vie Francigene. A partire dal 2007 si è poi provveduto a mappare l’intero cammino italiano. Molti dei segnavia bianco e rossi furono sistemati da Alberto Conte, fondatore dell’associazione “Il Movimento Lento”. 

Una successiva campagna di crowfunding consentì a Conte, come si legge nelle pagine del Sole-24 Ore di domenica 7 febbraio (che ha dedicato al ventennale un’intera pagina del settore “.lifestyle”), di acquistare e collocare in modo visibile 6 mila adesivi con il simbolo del pellegrino. 

Si prevede che il ventennale del percorso in Italia, covid permettendo, sia festeggiato con una staffetta aperta a tutti, a piedi e in bicicletta. La staffetta battezzata “Via Francigena. Road to Rome 2021” è organizzata dall’Associazione Europea delle Via Francigene (AEVF) lungo i 3.200 km dell’attuale Via Francigena. Partirà il 15 giugno da Canterbury per raggiungere Roma il 10 settembre e il 18 ottobre Santa Maria di Leuca, finibus terrae della neo mappata Francigena del Sud, 900 chilometri in parte sovrapponibili alla Via Appia Traiana. Nel frattempo l’Oficina del Peregrino annuncia il lancio di un’app che permetterà di ottenere credenziali digitali effettuando a ciascuna tappa la scansione di un codice QR senza dover chiedere timbri dal vivo. Un rituale che certamente Sigerico non aveva previsto in quel remoto 990.

“L’iniziativa”, si legge nel sito ufficiale, “intende sensibilizzare Ministeri e autorità dei quattro Paesi attraversati (Italia, Svizzera, Francia, Regno Unito), le autorità regionali e le istituzioni religiose. Il progetto ‘Via Francigena. Road to Rome’ permetterà anche di verificare lo stato del percorso, mettendo in luce eccellenze ed eventuali carenze e proponendo miglioramenti, per dar risalto ai singoli tratti regionali. Insomma, un viaggio che vuole aggregare e unire i territori europei, facendo conoscere nel mondo le bellezze della Via Francigena”.

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