Dolomiti. Miserie e splendori di una “regina”

Poco più di un anno fa il Venerdì di Repubblica dedicava, il 20 dicembre 2019, la copertina a Cortina d’Ampezzo in vista di quello che definiva “un doppio, fortunatissimo appuntamento”, i Mondiali di sci del 2021 e le Olimpiadi del 2026. Undici associazioni ambientaliste firmavano invece in quei giorni un documento da presentare alla direzione dell’Unesco a Parigi dove si denunciavano le devastanti trasformazioni dell’ambiente naturale d’alta quota proprio a Cortina, sempre in vista dei mondiali e delle Olimpiadi. 

Molto in effetti c’è ancora da chiarire sull’avanzamento dei preparativi per l’evento a cinque cerchi e c’è chi ora teme, il Venerdì di Repubblica in primis, che le Olimpiadi 2026 rischino di diventare un salto nel buio. In primo piano è sempre la questione ambientale. “Ettari di bosco distrutti, cementificazione, strade secondarie allargate e asfaltate, tanto si usa la compensazione come se a Cortina i danni scomparissero per incanto”, è in Facebook il commento di Giancarlo Gazzola vice presidente di Mountain Wilderness Italia. 

La copertina de Il Venerdì di Repubblica con l’inchiesta sui Giochi del 2026. In apertura lavori in corso sulle Tofane (dal dossier di Mountain Wilderness su Dolomiti Unesco).

Sull’argomento interviene anche il quotidiano “Domani” del 30 gennaio con un’inchiesta di Ferdinando Cotugno e un titolo che non le manda a dire: “Grazie ai Mondiali di sci a Cortina nevica cemento”. Si riferisce, tanto per cambiare, all’accusa delle associazioni ambientaliste di aver massacrato il territorio per creare nuove piste con relativi impianti di innevamento programmato. Un brutto segnale per una regina delle Dolomiti.

Ma è ancora una volta il Venerdì di Repubblica del 29 gennaio a offrire un quadro di Cortina 2026 e questa volta, a differenza di un anno fa, in modo tutt’altro che conciliante. “Due piste per ogni gara di sci. Due regioni da accontentare. Due impianti inutili, eppure sono già previsti”, si legge. E lo scenario che se ne ricava è preoccupante: le Olimpiadi 2026 rischiano di diventare un salto nel buio.

Il principale guaio segnalato è che l’evento olimpico doveva essere un appuntamento a costo zero, e invece le spese sono già lievitate. E parecchio. “Sono in linea con l’opulenza edonistica degli anni Ottanta”, osserva l’autore dell’articolo  Fabio Tonacci. A cinque anni esatti dall’accensione del braciere olimpico, si apprende che i Giochi di Milano-Cortina costeranno almeno 2 miliardi. Chi salderà il conto? Nell’articolo alcune ipotesi e il dettaglio delle spese previste.

Il giornale elenca quattro criticità che si sommano a quelle dei costi che lievitano di giorno in giorno e degli attentati all’ambiente: la vetusta pista di bob a Cortina che va ristrutturata al costo di 70 milioni mentre il Comitato Olinpico Internazionale spinge perché si utilizzino in alternativa le piste già esistenti di Sankt Moritz o Innsbruck; il locale ghiacciato per il pattinaggio in bilico, secondo l’inchiesta del Venerdì, tra l’impianto di Baselga di Piné (che viene bocciato nel “recovery plan” di Legambiente sulle 170 opere da fare nell’Italia green) e l’ipotesi stravagante e sicuramente irrealizzabile di riconvertire la pista di atletica dell’Arena Civica di Milano; il raddoppio delle gare di sci alpino, una scelta politica per cui le discese femminili di terranno a Cortina, quelle maschili a Bormio con grave spreco di soldi; e infine il biathlon paralimpico a Valdidentro per assicurare alla Lombardia di avere almeno un evento paralimpico. 

L’albergo Cristallo di Cortina, qui in un’immagine d’epoca, celebra nel 2021 i suoi 120 anni di storia. E’ il più iconico hotel della “regina delle Dolomiti”.

Il sindaco di Cortina, a quanto si legge, rigetta le contestazioni. “Se il Cio aveva qualcosa da obiettare”, osserva, “doveva farlo prima di darci i Giochi”. Per fortuna un tocco di ottimismo lo concede Il Sole 24 Ore di domenica 24 gennaio in un “viaggio tra le cucine migliori d’alta quota” magnificando la trasformazione della cittadina anche nell’ottica dei gourmet in vista dei XXV Giochi del 2026 (dei mondiali di questo febbraio a porte chiuse, meglio non parlare). Con una certezza: Cortina sarà all’altezza del suo passato, che ricomprende l’epoca dei pionieri dell’alpinismo, la nascita del turismo di massa, le Olimpiadi invernali del 1956, i favolosi Sessanta, l’aristocrazia e il jet set, i cinepanettoni. La buona notizia è che il Cristallo, il più iconico degli hotel della regina delle Dolomiti, è sempre lì ai confini del bosco. Ora si appresta a festeggiare in pompa magna i 120 anni di storia. Con la consueta atmosfera fascinosa, per chi se la può permettere. (Ser)

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