Sindemia, nei boschi c’è la cura

Una “passeggiata della meraviglia” riduce il senso d’insoddisfazione, ansietà e tristezza. L’ideale a quanto sembra per sfuggire alla “sindemia” che qualcuno definisce anche “psicopandemia“, ovvero all’epidemia non soltanto sanitaria legata al covid, con ripercussioni economiche, emotive e culturali tali da agire come un moltiplicatore del malessere psichico. Lo confermano studi recenti sugli effetti benefici di queste passeggiate (awe walks). Sull’argomento ci intrattiene piacevolmente Annamaria Testa, esperta di comunicazione, nel settimanale Internazionale del 19 gennaio. L’effetto meraviglia, a quanto si apprende dalle parole di Annamaria Testa, si registra passeggiando in un odoroso bosco di eucalipti o esponendosi a strepitose immagini di natura. La stessa cosa non succede passeggiando in contesti differenti, senza guardarsi attorno e pensando ai fatti propri. 

È in fase di completamento, sempre secondo Internazionale, una ricerca condotta in proposito dal Northbay hospital con l’Università di Berkeley. La ricerca ha coinvolto 128 esponenti del personale medico e 221 pazienti. È stata progettata per aiutare tutti a provare un senso di meraviglia per 10-15 secondi, da tre a cinque volte al giorno, per un minimo di 21 giorni.

Benefici per superare la depressione indotta dalla pandemia risultano oggi anche i “bagni nella foresta” o le “immersioni nel verde” . Lo si legge in un articolo di Antonio Cianciullo in Huffington Post del 22 gennaio. In Paesi come il Giappone e la Corea queste terapie erano già diventate di moda prima del covid. Come precisato sul web, “bagno nella foresta” è la traduzione letterale di Shrinrin-yoku, metodo della medicina giapponese comparabile all’aromaterapia.

Su questo tema non si può ignorare quanto scrisse nell’Ottocento l’americano Henry David Thoreau nel suo famoso libro “Walden” (negli Oscar classici della Mondadori il testo è abbinato all’altrettanto celebre “La disobbedienza civile” dello stesso Thoreau), diventato secondo John Updike “un totem indiscusso della modernità improntata al ritorno alla natura, alla tutela ambientale, all’anti-consumismo e alla disobbedienza civile”. 

Ma i tempi cambiano e bisogna tenere conto della ricerca congiunta, annunciata sempre in Huffington Post, tra l’Istituto per la Bioeconomia del Cnr (Cnr-Ibe) e il Club Alpino Italiano particolarmente attento all’evolversi della cosiddetta “montagnaterapia”. Lo studio parte da una premessa: le piante hanno un ruolo fondamentale come filtri dello smog. Sarebbe comprovata un’azione non solo di scudo (eliminazione di inquinanti) ma di produzione di sostanze che svolgono un ruolo positivo per il nostro equilibrio fisico. 

Secondo gli autori dello studio queste benefiche sostanze risultano essere alcuni terpeni dotati di attività antiossidanti, antinfiammatorie, immunostimolanti che permettono di utilizzare la foresta come luogo per un’aromaterapia naturale. Non tutte le piante sono tuttavia uguali da questo punto di vista. Le conifere emettono i terpeni più efficaci, mentre altre piante come il leccio e il faggio ne producono di più. Tenendo conto di questi fattori, lo studio curiosamente ipotizza che proprio la disponibilità in aria di questi “composti organici volatili biogenici emessi dalla vegetazione mediterranea e dalle foreste sempreverdi possa essere in relazione inversa alla mortalità da Covid-19 nelle diverse regioni italiane”.

Forse non garantiscono gli effetti antiossidanti dei citati terpeni le nuovissime “Passeggiate gourmet“, ma a chi non dispiacciono i peccati di gola, queste escursioni possono risultare allettanti. L’iniziativa è annunciata nella newsletter della Regione Piemonte da Confartigianato Imprese Cuneo, Cuneotrekking e Atl del Cuneese. Viene precisato che si tratta di un intreccio di artigianalità e turismo outdoor, su cui si snoderà l’anno tematico legato al progetto dei Creatori d’Eccellenza. Protagonista dell’iniziativa è il territorio cuneese con le sue vallate e i suoi angoli suggestivi, proposto in dodici itinerari su stradine, mulattiere o sentieri ben tracciati. Il primo itinerario di questo viaggio si snoda nella zona di Carrù con il “Sentiero delle Cappelle” tra i comuni di Cigliè e Bastia. Ad accompagnare gli escursionisti strada facendo, di volta in volta sono previsti dei panini gourmet con i prodotti del territorio. Altrimenti che passeggiate gourmet sarebbero?

A proposito di equilibrio fisico, il quotidiano veneto Gazzettino del 14 gennaio 2021 ci ragguaglia su un libro della psicoterapeuta cortinese Mariapia Ghedina. “Supera l’ansia, aumenta l’autostima e migliora la performance con la Mindfulfreeride” è il titolo. Già atleta di snowboard che oggi si qualifica come ricercatrice nell’ambito degli sport estremi e docente di psicologia per le professioni connesse al mondo della montagna, Mariapia Ghedina spiega che la Mindfulfreeride “è una tecnica di crescita personale che ha lo scopo di migliorare la qualità di vita di chi la pratica”. 

Nella prefazione, Massimiliano Ossini (quello di “Linea bianca”) scrive: “Tutto nella frenesia del mondo ci ha insegnato a riempire il tempo con divertimenti e attività; lo spazio con oggetti futili; il silenzio con parole senza peso in una sorta di bulimia di pensieri, desideri, emozioni. La Mindfulfreeride invece è rivoluzionaria e impone il movimento opposto; per procedere bisogna svuotare e svuotarsi. Alle volte c’è bisogno di ritornare a frequentare noi stessi”. Il libro della Ghedina viene indicato come “un manuale pratico per sviluppare la forza mentale, dare più valore all’esistenza e sentirsi meglio”. Troppa grazia? (Ser)

Mindfulfreeride” è la terapia teorizzata da Mariapia Ghedina, ex atleta di snowboard. In apertura un aspetto del “bagno nella foresta”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *