Il trionfo degli sherpa al K2. Realizzato il sogno di Tenzing

Un’impresa storica lo è stata la prima salita invernale al K2 compiuta da dieci sherpa nepalesi sabato 16 gennaio 2021. In Gran Bretagna The Sunday Times, dedicando la prima pagina all’evento, ricorda che 68 anni dopo si è realizzato un grande sogno di Tenzing Norgay, lo sherpa che con sir Edmund Hillary salì per primo nel 1953 sull’Everest. Ma andiamo con ordine. Non bisogna aspettarsi che per ora i media, quelli italiani perlomeno, si spendano più di tanto (siti on line specializzati a parte) per onorare questi valorosi. Anche se nessuno si sarebbe aspettato che le campane suonassero a festa come quando si seppe della conquista italiana del K2 nel ’54. 

Va detto che nelle pagine sportive le attenzioni erano legittimamente tutte rivolte, domenica 17 gennaio, in particolare alla sciatrice del momento Marta Bassino, “Super Marta”, salita con un impeccabile super G sul gradino più alto del podio a Kraniska Gora. Sui contenuti delle altre pagine, tra pandemia e crisi di governo, niente da aggiungere. Forse sarebbe stato difficile trovare altri spazi.

La trionfale salita invernale al K2 di dieci sherpa nepalesi sulla prima pagina del quotidiano britannico The Sunday Times. In apertura lo sherpa Tenzing Norgay (1914-1986), vincitore con Hillary dell’Everest nel 1953.

Quanto al Corriere della Sera, che pure dispone di firme autorevoli in tema di alpinismo, il quotidiano di via Solferino si è limitato a dedicare domenica 17 gennaio al K2  invernale un titolino su due colonne quasi invisibile al piede nella pagina degli esteri, mentre nell’edizione digitale ha preferito, salvo errori e omissioni, dare spazio alla tigre avvistata in Nepal a 3.165 metri di quota. Su La Repubblica in versione cartacea di domenica 17, anche in questo caso salvo errori, del K2 invernale non si trova traccia, mentre nella versione on line si è scelto di dare notizia del concomitante incidente al K2 in cui ha trovato la morte un alpinista spagnolo. 

L’unico “giornalone” che si è degnato di dedicare all’exploit una manchette in prima pagina è stato La Stampa rinviando il lettore a pagina 13 dove lo specialista Enrico Martinet, senza in apparenza voler fare polemiche, non manca di notare che i nepalesi nell’ardua scalata hanno forse usato l’ossigeno delle bombole e comunque sono stati assistiti dalla fortuna e dal bel tempo. 

C’era da aspettarsi invece che i commentatori italiani puntassero – più ancora che sull’aspetto tecnico dell’ascensione realizzata con corde fisse lungo tutto il tracciato – sulla esemplare rivincita degli sherpa nepalesi a lungo considerati, al massimo, degli ottimi gregari, “per molti anni fantasmi, ombre alle spalle degli alpinisti europei” come nota ancora Martinet.

Anche Sandro Filippini, il più esperto di tutti nelle cronache degli ottomila, sulla Gazzetta dello Sport on line punta sulla rivincita degli sherpa “che hanno voluto mostrare al mondo di essere ormai alpinisti capaci di compiere le più grandi imprese, anche quella ritenuta più ardua, il K2 d’inverno”. Sul quotidiano Il Giornale, Lucia Galli parla a sua volta di “rivincita dei gregari” e definisce il K2 “la cima del riscatto, di chi di solito vive da gregario, col peso dello zaino altrui e una citazione a fondo pagina, se va bene”. 

Non diversa è l’angolatura scelta da Federico Magni su Il Giorno. “Da portatori a protagonisti, gli sherpa scalano per la prima volta il K2 d’inverno”, è il titolo del suo articolo in cui viene dipanata “la bellissima storia del popolo delle alte quote”.

Per saperne di più di quest’epopea giunta alla conclusione occorre andare a leggere il già citato The Sunday Times del 17 gennaio che titola in prima pagina “Sherpas conquer Everest’s savage sibling in winter” indicando con una metafora il K2 come “il fratello selvaggio dell’Everest” . 

Il quotidiano d’Oltre Manica si riallaccia ai tempi in cui Sir Edmund Hillary fu il primo a scalare l’Everest alla vigilia dell’incoronazione della regina nel 1953 e il suo compagno Tenzing Norgay dichiarò, subito dopo, che la sua massima ambizione era di raggiungere la vetta del K2, questa volta con una squadra di compagni sherpa. “Tenzing non ne ha mai avuto la possibilità”, si legge sul quotidiano inglese, “ma quasi 68 anni dopo dieci alpinisti nepalesi hanno realizzato il suo sogno aggiudicandosi il più grande premio rimasto all’alpinismo: la prima salita invernale di questa montagna”. (Ser)

One thought on “Il trionfo degli sherpa al K2. Realizzato il sogno di Tenzing

  • 19/01/2021 at 17:30
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    Sembra che il destino del K2 sia quello di essere la montagna della rivincita, prima per gli Italiani, che, sconfitti nella guerra ed in ritardo nella corsa agli 8000, hanno raggiunto la cima e con essa la ribalta mondiale. Ora tocca ai Nepalesi, altro popolo con non pochi problemi e proprio nell’anno in cui la pandemia ha reso tutto più difficile e pericoloso. Agli Sherpa però è negata la ribalta internazionale, fatta eccezione per quella inglese, forse memore del suo antico fair play, assai compromesso dalla vicenda con la Comunità Europea.

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