I tesori nascosti della Valle Antrona

Matteo Di Gioia, varesino, è speleologo e appassionato di natura, sport estremi ed esplorazioni. Da tre anni con il team speleologico Underground Adventures si dedica allo studio e alla riscoperta delle miniere d’oro abbandonate della Valle Antrona, una delle sette valli che si diramano dalla Val d’Ossola. “Siamo un team”, spiega, “che vede tra i suoi membri di punta speleologi, esploratori, storici, geologi e fotografi. Con attrezzatura specifica esploriamo, documentiamo e scopriamo ciò che il tempo ha occultato”.

“E se vi dicessimo”, spiega ancora Matteo, “che mesi fa abbiamo fatto una scoperta eccezionale ma la abbiamo tenuta (quasi) segreta? Stavamo esplorando una delle più antiche miniere d’oro della valle Antrona, la cui coltivazione mineraria, da documenti, è iniziata nel 1700. Durante l’esplorazione diversi reperti ne confermavano la datazione. Ma uno in particolare ci ha stupito per l’importanza storica e il perfetto stato di conservazione nonostante siano passati tre secoli. Si tratta di una pompa a stantuffo, il cui funzionamento è paragonabile a una pompa delle moderne biciclette”.

Così gli speleologi hanno festeggiato il nuovo anno.

In conformazione estesa, cosi come è stata ritrovata, la pompa ha una lunghezza di cinque metri ed è composta da due parti: da una parte uno stantuffo forato, all’interno del quale l’acqua passa a seguito del pompaggio, e dall’altra un cilindro, al cui interno scorreva lo stantuffo creando la pressione necessaria al funzionamento. 

Azionato manualmente, 24 ore su 24, il marchingegno serviva a pompare l’acqua all’esterno. La pompa è costruita interamente in legno e fa impressione la cura con cui è stata realizzata. Alcune fasce metalliche, posizionate come rinforzo, erano utilizzate per garantire la tenuta al passaggio dell’acqua. A rendere ancora più importante questa scoperta è il fatto che in Italia vi sono solo altri due esemplari di pompe a stantuffo simili. E questo pezzo di storia rischiava di perdersi nel tempo e nel buio di queste montagne davvero fantastiche e prodighe di piacevoli sorprese.

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