Sondriofestival. Astropaolo e mamma orsa erano i beniamini

Il 24 novembre 2019 è calato il sipario sulla 33a edizione del Sondriofestival, l’evento che anima più di ogni altro il capoluogo della provincia di Sondrio, capace di attirare spettatori da fuori provincia e di avere l’attenzione delle televisioni nazionali. Il successo quest’anno è stato grande, con un afflusso di pubblico superiore a ogni aspettativa – solo gli studenti sono stati 11mila con gli interventi nelle scuole – , segno che la manifestazione si è sempre più imposta per l’interesse che suscita e per la sete di conoscenza da parte degli spettatori. I protagonisti dei documentari naturalistici sono i parchi e le aree protette e quindi fauna e flora oggi sempre più sotto l’attenzione del modo scientifico a causa ora anche del mutamento climatico. Oltre alla proiezione dei 14 documentari ammessi a concorso e ad alcuni fuori concorso il successo quest’anno è dipeso sicuramente dagli ospiti che hanno animato varie conversazioni in prima serata, prima delle proiezioni. Ospiti del calibro di Massimiliamo Ossini di Rai 1 (Linea bianca), Francesco Tomasinelli e Marco Castellazzi di Geo, Claudio Smiraglia, Alessandro Cecchi Paone, l’astronauta Paolo Nespoli (che ha determinato non solo un tutto esaurito, ma addirittura ha lasciato fuori diverse centinaia di persone) e il cineoperatore britannico Keith Partridge.

• Il vincitore assoluto. A questo punto occorre dure subito chi ha vinto… Il vincitore del Gran Premio Città di Sondrio viene da lontano: è il ghepardo asiatico, il più raro felino della Terra, l’animale nazionale dell’Iran, che rischia di estinguersi: ne rimangono una cinquantina di esemplari. Alcuni sono stati seguiti e filmati da Fathollah Amiri per il documentario Il ghepardo asiatico dell’Iran. La premiazione del vincitore della XXXIII Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi è stata l’atto conclusivo di una serata intervallata dagli spettacoli di danza della compagnia Performing Junior su coreografie di Stefania Curtoni, aperta dagli interventi dei rappresentanti istituzionali. Alla passerella hanno partecipato il sindaco Scaramellini, Angelo Schena per il Cai, il presidente del Bim Alan Vaninetti e l’assessore Marcella Fratta, presidente di Assomidop, l’associazione guidata dal Comune di Sondrio che organizza Sondriofestival.

Ha suscitato poi motivo d’interesse la presenza di Mauro Leveghi, presidente di Trentofilmfestival, la rassegna numero uno in questo specifico campo dei festival naturalistici, di esplorazione e di montagna che ha voluto suggellare come tra Trento e Sondrio si voglia collaborare in modo sempre più sinergico in questo campo.

Asgeir Helgestad, regista di “Una regina senza più regno”, riceve il Premio del Parco Nazionale dello Stelvio dalle mani di Angelo Schena del Club Alpino Italiano. In apertura l’astronauta Paolo “Astropaolo” Nespoli dialoga con il pubblico.

• Gli altri premi. Ma veniamo agli altri premi. La Giuria internazionale, presieduta da Roberto Mantovani, era formata dalla naturalista Arianna Aceti, dal presidente del Parco nazionale dei Tatra, in Polonia, Szymon Ziobrowski, dalla regista belga Karine De Villers, dal direttore della rivista del Cai Luca Calzolari, da Loredana Dresti del Parco nazionale dello Stelvio e dal ranger David Restivo del Servizio Parchi nazionali degli Stati Uniti. Ha assegnato altri due riconoscimenti: il premio di Regione Lombardia, per il miglior documentario sugli aspetti naturalistici, culturali, paesaggistici ed economici delle aree protette all’interno dell’Unione europea; il premio del Parco Nazionale dello Stelvio. Il premio di Regione Lombardia è andato al documentario La favolosa storia del gipeto, di Anne e Eric Lapied, ambientato sulle Alpi tra Francia, Italia e Svizzera, dalla scomparsa alla reintroduzione del rapace. I coniugi francesi Lapied sono ben noti da anni per i loro film sulla fauna alpina e hanno raccolto già ampi consensi dalle giurie in vari festival (io stesso li ho premiati all’Orobie film festival anni fa).

Il premio del Parco Nazionale dello Stelvio è stato assegnato a Una regina senza più regno di Asgeir Helgestad, ambientato nelle isole Svalbard. La regina del titolo è una mamma orsa, Frost, le cui vicissitudini evidenziano come la salvaguardia delle regioni polari sia essenziale per la sopravvivenza del pianeta. Hegelstad ha rivelato di aver deciso di raccontare la storia di Frost nel 2017, dopo averla vista con dei segni sulla schiena. Il film sull’orsa polare ha talmente convinto che si è aggiudicato anche il premio del pubblico e alla fine risulta il vero vincitore di questa rassegna anche perché entra nel vivo di una tematica che sta segnando la nostra epoca: il cambiamento del clima e il conseguente scioglimento dei ghiacci. Il film lo avevamo già visto al Trentofilmfestival e già ci era piaciuto molto, anche se border line in quanto non di carattere montano, ma qui a Sondrio ha centrato in pieno l’obiettivo.

La Giuria internazionale ha inoltre scelto il documentario Nella mente della balena di Rick Rosenthal per una menzione speciale. Infine la Giuria degli studenti, formata da tre classi dei licei e dell’Istituto agrario, che ha visto una selezione di documentari tra quelli in concorso e fuori concorso, ha scelto Earth – The nature of our planet – Episode 01: air. Simona Nava, direttrice del festival, ha voluto chiudere questa edizione con un arrivederci all’anno 2020 per la XXXIV edizione e per una nuova sfida: utilizzare il linguaggio cinematografico per far crescere una coscienza ecologica indispensabile per sventare le minacce che incombono sul nostro pianeta.

• Fuori concorso. Desidero infine segnalare un documentario che mi ha particolarmente colpito, proiettato durante le battute finali del festival, purtroppo solo domenica nel tardo pomeriggio quando molti spettatori erano ormai usciti dalla sala. Parlo di Roadskill, di Marco Tessaro. Un interessante documento sulla strage di animali selvatici operata dalle nostre auto che percorrono strade statali o provinciali che attraversano boschi e altre aree naturali. Le strade sono ostacoli artificiali che gli animali non conoscono e che quindi attraversano ignari del pericolo incombente dato da un’auto o camion in transito. Il film documenta come sul nostro territorio prealpino si stia ovviando in qualche modo a questa strage predisponendo tunnel o sottopassi per agevolare il transito di animali, anche con il posizionamento di opportuni segnalatori per gli automobilisti. Ma moltissimo resta da fare e intanto cervi, caprioli, lupi, volpi e anfibi sono vittime dei nostri mezzi. L’invito è di moderare la velocità quando vi sono gli appositi segnali e ci auguriamo che l’appello non caschi nel vuoto.

Il Sondriofestival è anche questo. Contribuire a una maggior consapevolezza per rispettare la natura che ci circonda. Grazie Sondrio!

Piero Carlesi

Lo staff del Sondriofestival quest’anno alla 33° edizione.

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