Parrot, l’uomo dell’Ararat

A quota 4436 m sul Monte Rosa, salita per la prima volta nel 1863 da M. Anderegg e P. Perren, la punta Parrot prende il nome dal tedesco Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot (1791-1841), medico, naturalista e topografo, che nel 1816 tentò di salire in vetta al Rosa con Joseph von Zumstein. La notorietà di Parrot è legata però soprattutto alla conquista dell’Ararat, nel Caucaso, avvenuta nel 1829 dopo tre tentativi come ci ricorda Paolo Ascenzi che ha ricostruito in ogni dettaglio vita e opere di questo personaggio avventuroso e finora poco conosciuto alle nostre latitudini. Per gentile concessione, MountCity è ora in grado di pubblicare per la prima volta lo scritto di Paolo Ascenzi che alla storia dell’alpinismo ha dedicato recentemente anche due importanti ricerche realizzate “in cordata” con Alessandro Gogna: “L’alba dei Senza-Guida” (Nuovi Sentieri, 2018), seguito dell’altrettanto monumentale “Guide & Clienti. Stessa corda, stessa passione” dello stesso editore. Alpinista oltre che attento studioso della materia e bibliofilo appassionato, va doverosamente segnalato che Paolo Ascenzi con altrettanta passione ricopre il ruolo di Professore Ordinario di Biochimica presso il Dipartimento di Scienze, Università Roma Tre, Roma, Italia. La sua attività scientifica, come si può desumere da Internet, è documentata da oltre 550 pubblicazioni su riviste internazionali.

La sua vita avventurosa. Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot nacque a Karlsruhe, nel Margraviato di Baden (oggi Baden-Württemberg) il 14 ottobre 1791. Il padre Georg Friedrich Parrot fu il primo Rettore dell’Università di Dorpat (oggi Tartu, Estonia), in quello che allora era il Governatorato della Livonia dell’Impero russo, e amico intimo dello zar Alessandro I. Frequentò la scuola cattedrale a Riga e poi dal 15 settembre 1804 la scuola superiore di Dorpat. Il 22 giugno 1807 ottenne il diploma di maturità. Dal 1807 al 1814 studiò medicina e scienze naturali a Dorpat. Per le sue ricerche ottenne una medaglia d’oro e due d’argento. La medaglia d’oro fu assegnata per lo studio “Über Gasometrie, nebst einigen Versuchen über die Verschiebbarkeit der Gase” che fu pubblicato nel 1813 a spese dell’Università.

Durante gli studi universitari, Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot fu invitato dal professore di mineralogia Moritz von Engelhardt a partecipare ad una spedizione scientifica i cui scopi erano studiare la vegetazione della Russia Meridionale, della Moldavia e della Valacchia ed effettuare rilievi barometrici per stabilire l’altezza delle montagne di queste regioni. Nel febbraio 1811, i componenti della spedizione attraversarono le regioni della Volinia e della Podolia e le città di Pskov, Vitebsk, Mohilev e Minsk, fino a giungere a Kamenetz-Podolsk. Poiché incontrarono difficoltà nel percorrere la Valacchia, si diressero verso la Crimea dove rimasero tre mesi per studiarne l’orografia e determinare l’altezza delle montagne con il metodo barometrico. Poi, all’inizio di luglio, la spedizione visitò la penisola di Taman e proseguì attraverso il territorio del Kuban fino a Konstantinogorsk; raggiunse quindi Mozdok, Vladikavkaz, la catena del Caucaso e il Mar Caspio seguendo il corso del fiume Terek dalla sorgente alla foce.

Furono in quella circostanza cartografate le montagne da cui nascono i fiumi Terek e Assai e i loro corsi nonché fu salito il Monte Kasbek di cui fu misurata l’altezza, la quota del limite delle nevi e studiate le fasce della vegetazione. Nel corso della spedizione fu misurata la differenza del livello fra il Mar Caspio e il Mar Nero mediante l’uso del barometro. Moritz von Engelhardt misurò il livello del Mar Nero e Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot quello del Mar Caspio. Dopo aver completato le loro osservazioni, si incontrarono nell’inverno del 1811 a Cherkaskiv sul Don, e tornarono, attraverso Voronezh, Tula, Tver, Novgorod e Pskov, a Dorpat. I risultati della spedizione furono pubblicati nel 1815 nell’opera “Reise in die Krim und den Kaukasus”. Nel prima parte è riportato il diario della spedizione e nella seconda le misure barometriche, lo studio orografico della Crimea e del Caucaso e le osservazioni sulla vegetazione del Caucaso.

Negli anni 1812-1814, vista la penuria di medici durante le guerre napoleoniche, Parrot prestò la propria opera presso l’ospedale di Riga. Il 22 giugno 1814 si laureò in medicina e chirurgia discutendo brillantemente la tesi di laurea dal titolo “De Motu Sanguinis in Corpore Humano”. Completò poi gli studi presso le Università e gli Ospedali di Berlino, Vienna, Würzburg. Parigi, Milano e Pavia. Dopo il ritorno in Francia di Napoleone dall’isola d’Elba, fu richiamato in servizio nell’esercito imperiale russo con il grado di chirurgo di prima classe e fu incaricato di realizzare un ospedale militare a Meaux. Non appena finì la guerra, si dimise dall’esercito per riprendere i suoi studi di scienze naturali e, nel 1816, fu nominato membro dell’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo.

La Punta Parrot dal Colle del Lys (Wikipedia)

 

Nel 1816 Parrot tentò di salire il Monte Rosa con Joseph von Zumstein. Durante il viaggio da Milano effettuò il rilievo barometrico dell’intero tragitto e misurò la quota del limite delle nevi perenni. I risultati furono pubblicati nel 1817 sul Journal für Chemie und Physik con il titolo “Über die Schneegrenze auf der mittäglichen Seite des Rofagebirges und barometrische Messungen”.

Nel 1817 visitò i Pirenei dove giunse da Murgthale via Strasburgo, Besançon, Lione, Montpellier, Toulouse e Bayonne. Tarato il suo barometro a livello del mare a St. Jean de Lug determinò l’altezza, fra gli altri, del Montperdu, della Maladetta e del Pic de Perdiguère. Le prime ascensioni della Maladeta (28 settembre 1817) e del Pic de Perdiguère furono compiute con la guida Pierre Barrau. Nei giorni successivi, Parrot compì il gran periplo delle montagne del Luchonnais e della vicina Spagna. La relazione di questo viaggio di interesse scientifico e alpinistico fu pubblicata nel 1823 con il titolo “Reise in den Pyrenäen”.

Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot si trasferì poi a Heilbronn dove svolse la professione medica. Nominato professore di fisiologia e patologia nell’estate del 1820 presso l’Università di Dorpat, prese servizio il 26 gennaio 1821. Nell’agosto del 1820, sposò la figlia del fratello del padre da cui ebbe la piccola Anna Magaretha, che a sua volta sposò Conrad Jacob Strauch; oggi i loro discendenti risiedono in Australia. Rimasto vedovo prematuramente nel 1825, ottenne nel 1826 la cattedra di fisica all’Università di Dorpat, lasciata vacante dal padre che si era trasferito all’Università di San Pietroburgo. Nel 1830 e nel 1831, fu Vicerettore dell’Università di Dorpat, di cui ricoprì la carica di Rettore dal 1831 al 1834.

Dopo la fine della guerra russo-persiana del 1826-1828, nel 1829, Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot fu inviato dal Governo nel Caucaso, in Cachezia e in Armenia, che passarono sotto il controllo russo a seguito del Trattato di Turkmenchay. Parrot comprese che i tempi erano maturi per salire il Grande Ararat. Il progetto ricevette la piena approvazione dello zar Nicola I, che fornì alla spedizione una scorta militare. Nell’aprile del 1829, lasciò Dorpat con un gruppo di studenti di medicina e scienze e si mise in viaggiò verso sud attraverso la Transcaucasia Russa e l’Armenia Russa per raggiungere l’Ararat.

Nel corso del viaggio per giungere nell’Armenia Russa, i membri della spedizione presero due diverse direzioni. La maggior parte dei componenti si recò a Mozdok, nell’Ossezia Settentrionale-Alania, mentre Parrot, Maximilian Behaghel von Adlerskron e la guida militare Schütz attraversarono il fiume Manych e percorsero la steppa della Kalmykia per condurre ulteriori rilievi circa il livello del Mar Nero e del Mar Caspio. I due gruppi si riunirono a Mozdok e si spostarono a sud, prima in Georgia e poi nell’Oblast Armeno. Un’epidemia di peste nell’Armenia Russa, nelle vicinanze di Erivan (oggi Yerevan, capitale dell’Armenia), ritardò la marcia della spedizione che visitò la provincia georgiana orientale di Kakheti. Durante la spedizione fu nuovamente determinata la differenza del livello fra il Mar Caspio e il Mar Nero, fra la vetta dell’Ararat e Tiflis e fra Tiflis e il Mar Nero nonché furono effettuate osservazioni magnetico-geografico-astronomiche e trigonometriche.

Alla fine dell’agosto del 1829, i membri della spedizione si spostarono da Tiflis a Etchmaidzin, dove Parrot fece conoscenza di Khachatur Abovian, che gli fu presentato dal Catholicos armeno Yeprem I perché espletasse le funzioni di guida e interprete. Accompagnati da Abovian, Parrot e i membri della spedizione attraversarono il fiume Aras nel distretto di Surmali e si diressero verso il villaggio armeno di Akhuri (moderno Yenidoğan) situato sul versante settentrionale di Ararat a circa 1.200 m sul livello del mare. Seguendo il consiglio di Harutiun Alamdarian di Tiflis, allestirono il campo base presso il Monastero di San Giacobbe, a un’altitudine di 1.943 m. Parrot, Abovian e i membri della spedizione furono fra gli ultimi viaggiatori a visitare Akhuri e il monastero prima del disastroso terremoto che li distrusse completamente nel maggio del 1840.

Il primo tentativo di salire l’Ararat ebbe luogo dal 12 al 14 settembre (che corrisponde al 24-26 settembre secondo il calendario gregoriano) dal versante nord-est, ma fallì a causa della mancanza dell’adeguata attrezzatura.

Sei giorni dopo, su consiglio di Stepan Khojiants, il capo villaggio di Akhuri, la salita venne tentata dal versante nord-ovest. Dopo aver raggiunto la quota di 4.885 m scesero a valle per il sopraggiungere della notte. Nel punto massimo raggiunto piantarono una croce su cui campeggiava l’iscrizione “Nicolao Pauli Filio Totius Rutheniæ Autocrate Jubente hoc Asylum Sacrosanctum Armata Manu Vindicavit Fidei Christianæ Joannes Frederici Filius Paskewitsch ab Erivan, Anno Domini MDCCXXVI” (“Sotto il comando di Nicola figlio di Paolo, Imperatore di tutte le Russie [lo zar Nicola I Romanov], questo sacrosanto rifugio con la forza delle armi rivendicò alla fede cristiana Giovanni figlio di Federico Paskewitsch (Conte) di Erevan [il generale zarista Ivan Fëdorovič Paskevič-Erevanskij]”).

Accompagnato da Abovian, i soldati russi Alexei Sdrovenko e Matvei Chalpanof e gli armeni Ovannes Aivassian e Murat Pogossian, Parrot raggiunse la vetta del Grande Ararat al terzo tentativo alle 15,15 del 27 settembre 1829 (che corrisponde al 9 ottobre secondo il calendario gregoriano). Abovian eresse una piccola croce di legno rivolta a nord e raccolse un pezzo di ghiaccio della cima di cui raccolse l’acqua in una bottiglia, considerandola santa. Il 27 ottobre dello stesso anno (che corrisponde all’8 novembre secondo il calendario gregoriano), Parrot e Abovian salirono il Piccolo Ararat.

Parrot rimase particolarmente colpito dalla sete di conoscenza di Khachatur Abovian e, dopo la spedizione, istituì una borsa di studio per permettergli di frequentare l’Università di Dorpat nel 1830. Per la sua ampia produzione di romanzi, racconti e opere teatrali, Abovian (nato a Kanaker il 15 ottobre 1805 e scomparso senza lasciare traccia il 14 aprile 1848) è ritenuto uno dei fondatori della letteratura armena moderna. Nel romanzo storico “Le Ferite dell’Armenia”, scritto nel 1840 e pubblicato postumo nel 1858, Abovian celebra le virtù eroiche e la grandezza della nazione armena nella rivolta contro il dominio persiano.

Al ritorno dalla spedizione all’Ararat, Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot sposò Emilie Krause, figlia del professor Krause di Dorpat, da cui ebbe tre figli. Nel 1837, si recò a Capo Nord, dove rimase dal 7 al 19 settembre. A Tornio nella regione settentrionale del Granducato di Finlandia (oggi Lapponia) studiò fenomeni connessi con il magnetismo e la rotazione dell’asse terrestre. L’insorgere di una lunga malattia impedì la pubblicazione dettagliata dei risultati di questo viaggio che furono dati alle stampe in forma molto stringata nel 1838 con il titolo “Kurze Nachricht von meiner Reise zum Nordkap”.

Ammalatosi nel 1838, Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot morì a Dorpat il 15 gennaio 1841 e fu sepolto nel cimitero di Raadi. Medico, naturalista ed esploratore è considerato il padre dell’alpinismo russo e armeno. Durante la sua permanenza a Dorpat, in un orizzonte senza montagne, sognò sempre di scalare le “alte montagne innevate” del Caucaso. A lui, professore di fisica famoso in Russia e nell’Europa occidentale, si deve l’invenzione di un manometro e un barometro. In Livonia (oggi regione della Lettonia), rese popolare la meridiana catalana, un piccolo strumento tascabile in grado di determinare l’ora.

Oggi, Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot è ricordato dal nome dell’albero Parrotia persica, dalla Parrotspitze nel Massiccio del Monte Rosa (Alpi Pennine) e dal Monte Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot in Pamir (Tagikistan). Nel 1935, l’Unione Astronomica Internazionale dedicò a Johann Jacob Friedrich Wilhelm un cratere della Luna. Il film documentario “Journey to Ararat” del regista Riho Västrik, che ricostruisce la spedizione di Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot al Monte Ararat, è stato presentato al Golden Apricot International Film Festival di Yerevan nel 2013.

Paolo Ascenzi

 

Bibliografia

• Moritz von Engelhardt und Friedrich Parrot, Reise in die Krim und den Kaukasus, Realschulbuchhandlung, Berlin, 1815.

• Friedrich Parrot (1817) Über die Schneegrenze auf der mittäglichen Seite des Rofagebirges und barometrische Messungen, Journal für Chemie und Physik, Band XIX, Seiten 367-423.

• Friedrich Parrot, Reise in den Pyrenäen, G. Reimer, Berlin, 1823.

• Friedrich Parrot, Reise zum Ararat, Haude und Spener, Berlin, 1834.

• Friedrich Parrot (1838) Kurze Nachricht von meiner Reise zum Nordkap, Krankheit, Band I.

• Friedrich Busch, Der Fürst Karl Lieven und die Kaiserliche Universität Dorpat, Seite 149, E.J. Karow, Dorpat, 1846.

• Ludwig Stieda, Parrot Friedrich, Allgemeine Deutsche Biographie, Band 25, Seiten 186–189, Duncker & Humblot, Leipzig, 1887.

• Arnold Hasselblatt und Gustav Adolf Friedrich Otto, Album Academicum der Kaiserlichen Universität Dorpat, Seite 22, C. Mattiesen, Dorpat, 1889.

Paolo Ascenzi (a sinistra), autore dello scritto biografico su Johann Jacob Friedrich Wilhelm Parrot, incontra con Alessandro Gogna (al centro) il presidente della Società Escursionisti Milanesi Roberto Crespi (a destra) in occasione della presentazione del volume “L’alba dei Senza-Guida” (Nuovi Sentieri Editore).

 

 

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