Libereinvetta, la cordata continua

Il progetto Libereinvetta (vedi Mountcity del 19/9/2016 e del 10/11/2016) continua.
 L’8 marzo, festa della donna, presso la SEM sezione milanese del CAI, Fabiana Gomba e Priscilla Porro, ideatrici del progetto, insieme con Luisa Busato fondatrice di Telefono Donna di Lecco e Elena Colombo counselor del centro, hanno fatto un bilancio degli ultimi due anni e hanno raccontato come intendono proseguire.
 Ad oggi il progetto può essere conosciuto e seguito dalla pagina facebook “Libereinvetta” (https://www.facebook.com/Libereinvetta-126737161102110/), dove le ideatrici saranno felici di leggere le riflessioni di chiunque si avventuri nel loro angolo virtuale. 
Durante la serata, alla presenza del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, Fabiana e Priscilla hanno espresso l’intenzione di portare la loro mostra fotografica, che sta itinerando per i rifugi, anche ai quattromila metri della capanna Regina Margherita. Si faranno accompagnare da alcune amiche che si sono rivolte a Telefono Donna. Ma, per poter fare questo, cercano donne che siano Guida alpina o Istruttrici del CAI che possano affiancarle nell’ascesa.

Nuovi sviluppi del progetto sono stati annunciati l’8 marzo alla Società Escursionisti Milanesi. Alla serata ha partecipato il presidente generale del Cai Vincenzo Torti. Nella foto, sulla destra, Luisa Busato fondatrice di Telefono Donna di Lecco.

Durante la serata alla Società Escursionisti Milanesi è stato proposto dal presidente del CAI di realizzare un cortometraggio che, illustrando il percorso di LIV, possa darne visibilità anche all’interno degli appuntamenti assembleari del CAI.
 Libereinvetta ha poi lanciato una domanda o, come dicono Priscilla e Fabiana, una provocazione. “Può la montagna essere o diventare dipendenza per chi la frequenta assiduamente incatenandosi alla ricerca di risultati, vette, dislivelli e tempi?”, domandano tramite Facebook. “Il rischio di creare attorno a sé un vuoto e di perdere i valori primi per cui si è iniziato a camminare sui sentieri di montagna, è reale?”. Si auspica un contributo attivo da parte di tutti quelli che si collegheranno (e che ci leggono).

Ad oggi Libereinvetta non ha ancora aperto alcuna raccolta fondi ma invita chiunque volesse sostenere le donne vittime di violenza a rivolgersi a Telefono Donna (http://www.telefonodonnalecco.it/).

Laura Posani

Società Escursionisti Milanesi

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