Moderne movide e antichi cigolii

La domenica sfogliando La Stampa noi appassionati/maniaci corriamo subito alla pagina “Montagna”. Nessun altro tra i grandi quotidiani nazionali dedica assiduamente, settimanalmente, una o due pagine all’argomento, affidandole a penne collaudate e prive di complessi. Così domenica 19 marzo 2017 l’apertura è stata dedicata alla musica sulle piste di sci. “Freeski, rock & elettronica. Sulle Alpi è tempo di movida” è il titolo dell’articolo di Max Cassani. “Bassa stagione, ma musica altissima” sembra essere lo slogan. Il che, per noi talebani che alla montagna insistiamo a chiedere soltanto silenzio, suona come una provocazione. Ma le leggi del mercato sono quello che sono: leggendo tra le righe, sembra trasparire una certa ammirazione per il comprensorio “Portes du Soleil” in Francia dove ogni anno il Rock the Pistes raduna 25 mila persone. I francesi ci sanno fare, ma ci sanno fare anche quando si tratta di rispettare le leggi di natura.

Qui e sopra il titolo due screen shot tratti dalla promozione della rassegna “Rock the Pistes” (Portes du Soleil)

Su tutte le movide alpestri svetta in ogni modo quella austriaca. In quota, a quanto si apprende, c’è la più alta concentrazione di locali notturni di tutta l’Austria. Pensandoci bene, anche noi attempati sciatori ce la spassavamo di notte durante le settimane bianche ed è stato in questa circostanza a Bormio che abbiamo ballato per la prima volta al suono di Lets twist again cantata da Chubby Cheker. Pura archeologia rock. L’indomani mattina, dondolandoci ancora assonnati in seggiovia, l’unico suono che ci accarezzava nel silenzio delle foreste era il cigolio delle pulegge su cui scorrevano i cavi dell’impianto. Quella sì era musica per le nostre orecchie! (Ser)

One thought on “Moderne movide e antichi cigolii

  • 19/03/2017 at 19:34
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    La moda di mettere la musica sulle piste da sci è veramente demenziale : significa annullare il contatto tra lo sciatore e l’ambiente che lo circonda, distrarre la sua mente dal rumore del vento o degli sci che corrono sulla neve, insomma significa non capire niente della montagna e comportarsi in modo barbaro.

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