Graphic novel. La metafora dell’Uomo montagna

La graphic novel è un genere poco o nulla praticato dai rari editori che si occupano di montagna. Spicca fra i titoli in questi giorni sugli scaffali “L’uomo montagna” (Tonuè, 14,90 euro) di cui sono autori i francesi Amélie Fléchais, disegnatrice di grande talento, e Séverine Gauthier: entrambi premiatissimi, a quanto si apprende. E con buone ragioni. “L’uomo montagna” si dipana in un contesto fantastico dai colori tenui dove si muovono adorabili pupazzetti. La trama? Un nonno non è più in grado di viaggiare perché le montagne sono cresciute a dismisura sulle sue spalle e la sua fronte “porta i solchi di tutti i sentieri che ha percorso”. Per lui è arrivato il momento di partire per l’ultimo viaggio. Il suo nipotino, che vorrebbe accompagnarlo ma è troppo piccolo per aiutarlo a portare quel peso, coglierà l’occasione per cercare un vento potentissimo col quale potrà smuovere una volta per tutte le mastodontiche montagne. Il bambino va, il nonno promette di aspettarlo…E’ una metafora questa sugli ultimi anni della vita, che qua e là suscita una certa commozione. Piccola divagazione. A qualcuno quest’uomo-montagna può ricordare l’uomo-rupe Riccardo Cassin. A battezzare così il grande alpinista nella presentazione del volume “Capocordata” (Licheni, Vivalda) fu diversi anni fa Fosco Maraini consegnando ai posteri quest’immagine tutto sommato affettuosa del caro, indimenticabile Cassin che lo ebbe fra gli alpinisti nella storica spedizione al Gasberbrum IV. E un signore delle rocce dal grande cuore è stato Riccardo, un tipo roccioso ma solo in apparenza. (Ser)

http://www.tunue.com/it/80-graphic-novel

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